Siamo davvero pronti per la digital society?

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Riusciamo già oggi a stare al passo con i tempi e i modi imposti da questo nuovo modello organizzativo?

“Il futuro inizia oggi, non domani”. Prendendo in prestito questa famosissima frase di Giovanni Paolo II, che crediamo calzante per descrivere il tema che andremo a trattare, desideriamo porre alla vostra attenzione quello che secondo noi è il cambiamento più eclatante che sta interessando l’uomo moderno, ovvero il passaggio dalla società analogica a quella completamente digitale. Vi starete chiedendo: “E che novità sarà mai, visto e considerato che da anni stiamo assistendo a una metamorfosi che interessa il nostro modello organizzativo basato sulla collettività?”. In parte avete sicuramente ragione, ma oltre al modello nudo e crudo, a nostro avviso stanno cambiando i rituali profani che avevamo fatto nostri quando vivevamo l’Eldorado dell’epoca analogica. Un esempio su tutti: al posto della convivialità tipica della giornata domenicale, momento dedicato alla famiglia allargata in cui si era soliti rafforzare e in alcuni casi riallacciare i rapporti tra parenti un po’ scalfiti durante la pesante settimana lavorativa, siamo passati a veloci messaggi vocali su WhatsApp, un po’ riparatori, verso quei parenti che non abbiamo più il tempo di frequentare perché tra poco inizierà la diretta su Twitch del nostro e-game preferito! Non solo: quando usciamo di casa non possiamo evitare di rimanere ancorati, tramite smartphone, al mondo digitale perché da un momento all’altro potrebbe accadere qualsiasi cosa come l’arrivo di una mail di lavoro a cui è necessario rispondere immediatamente. I nativi digitali, giustamente, non sono impressionati da questi ritmi frenetici di socialità virtuale, ma noi “vecchi”, amanti della chiacchierata vis-à-vis, possiamo dirci davvero pronti per la digital society?

Punti di forza e debolezza di una società totalmente digitale

Da una società di stampo analogica, arcigna custode delle tradizioni e fiera testimone del tempo che fu, siamo passati, nel giro di una trentina d’anni, a un modello societario di tipo multimediale, interattivo, ipertestuale e se vogliamo multitasking, in cui la tecnologia è protagonista assoluta della nostra esistenza e ne determina ritmi e abitudini. Con l’arrivo del 5G e dell’Internet of things, il modello organizzativo tra persone rassomiglierà ancor più a una ragnatela all’interno della quale i nostri oggetti comunicheranno  prima che con noi con il web, in cui ogni relazione passerà attraverso un device e verrà scansionata in ogni suo singolo bit. Saremo insomma liberi di conquistare l’universo e al tempo stesso prigionieri di questo nuovo modo di comunicare che ci obbliga a utilizzare il world wide web se non vogliamo essere tagliati fuori definitivamente. Sebbene queste parole facciano trasparire un po’ di amarezza a causa dell’avvento di questo mondo sofisticato e ancora troppo oscuro, non possiamo non sottolineare come la tecnologia abbia apportato anche importanti benefici all’umanità intera.

digital society
foto by tookapic

Comodamente da casa e senza perdite di tempo possiamo infatti giocare, con estrema facilità, ai nostri passatempi ludici prediletti, come ad esempio i tanti games online immediatamente fruibili grazie a una buona connessione. Non solo, oggi possiamo chattare con chiunque a qualsiasi distanza, utilizzando per esempio piattaforme come Skype o Zoom, avvalerci di Podcast che ci permettono di imparare qualsiasi cosa solo ascoltandone il file audio e sottoscrivere infine petizioni via social, tramite Twitter o Facebook, facendo del bene a distanza (si parla in questo caso di solidarietà digitale). Non da ultimo, lo smart working ci dà la possibilità di lavorare senza per forza recarci fisicamente in ufficio così da poter riorganizzare il nostro tempo in maniera differente rispetto al passato. Se queste sono alcune delle possibilità e vantaggi che ci offre l’online, è altrettanto vero che il web, come nel caso del poker online, e il virtuale in generale, è un luogo ancora poco sicuro dove è possibile perdere letteralmente l’identità (i dati sensibili), dove si può incorrere in truffe di qualsiasi tipo e dove ci si può trasformare, senza accorgersene, in nuovi maturi hikikomori.

Cosa comportarsi dunque? 

Per rispondere alla domanda iniziale, che è anche il titolo del nostro articolo, secondo noi non tutti sono pronti per la digital society. Alcuni sono più avvantaggiati di altri perché essendo cresciuti tra la “fine” della società analogica e gli albori di quella digitale sanno già come muoversi all’interno di questa giungla ricca di novità. I meno fortunati dovranno invece “inseguire” questo modello organizzativo che ci è autoimposto dalla tecnologia stessa. Rinnegarne l’esistenza significa perdere su tutti i fronti, meglio dunque provare ad approcciarsi a esso con estrema cautela e saggezza

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