Tutte le mie notti, il primo film di Manfredi Lucibello

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L’opera prima di Manfredi Lucibello, un noir avvincente con interpreti di richiamo e produzione dei fratelli Manetti

Una ragazza giovanissima e bellissima che corre, con il vestito strappato, in piena notte in mezzo a un bosco. Sembra l’incipit di una favola dei fratelli Grimm, ma non lo è. È invece l’inizio, in medias res, del primo lungometraggio di Manfredi Lucibello, presentato ad aprile 2018 alla Festa del Cinema di Roma. Un thriller psicologico, con connotazioni drammatiche e colpi di scena.
Tutto accade in una notte, una notte che rivoluzionerà per sempre le vite dei tre personaggi interpretati da Barbara Bobulova, Benedetta Porcaroli e Alessio Boni.

tutte le mie notti, il film di manfredi lucibello

Una notte che sembra lunghissima, dilatata e dilagante, in cui tutto può e deve succedere: confidenze, segreti, bugie, misteri e decisioni che, con le prime luci dell’alba, troveranno il loro giusto ordine.
Perché la ragazza corre disperata? Da chi o da che cosa sta fuggendo? Perché una donna adulta, matura, si ferma e la carica in macchina? Qual è il ruolo del protagonista maschile in questo triangolo, che di regolare non ha nemmeno i vertici?
Ne abbiamo parlato con il regista.

Manfredi come nasce l’idea di questo film?

Inizialmente volevo raccontare la storia dal punto di vista del protagonista maschile, Vincenti, interpretato da Alessio Boni. Un imprenditore schiacciato dalla crisi che, per salvare se stesso, ricorre a tutto, compresi mezzi illegali. Ma poi, sono rimasto irretito dal fascino di queste due figure femminili: Veronica, alias Barbara Bobulova e Sara, Benedetta Porcaroli. Ho visto la storia cambiare insieme al loro punto di vista: come in un caleidoscopio che, a seconda di come lo guardi, modifica la realtà. Non sono riuscito a resistere e ho deciso di cogliere la sfida e dipanare la trama da un’altra prospettiva.

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Infatti le due protagoniste femminili, pur essendo molto diverse tra loro, nel corso di una sola notte si trovano ad affrontare paure e decisioni che, invece, sono fin troppo simili…

Esatto. Si tratta di due personaggi quasi opposti: una giovane, trasgressiva, annoiata e inesperta, una più adulta, matura, affermata e rispettata. Una prostituta e un avvocato. Due personaggi che nascondono ombre, pericolosi anfratti bui e paure totalmente umane. Due donne che, ciascuna a suo modo, lottano per scoprire e ricostruire una verità che si rivela a momenti e a tratti. Due donne che possono scegliere di coalizzarsi o di allontanarsi e separarsi, andando alla deriva.

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Al vertice della vicenda c’è il protagonista maschile. Qual è il suo ruolo?

Vincenti è un po’ il deus ex machina che mette in moto l’azione: senza di lui le due donne non avrebbero motivo né occasione di incontrarsi e si può dire che, senza di lui, l’intera vicenda non sarebbe potuta accadere. Nonostante nel film il protagonista maschile compaia poco, la sua presenza è determinante ai fini dello sviluppo della trama.

Questo film è stato classificato sia come thriller che come dramma, tu come lo definiresti?

Volendo cercare una collocazione direi che ha tutti gli elementi per rientrare dentro quella categoria di ‘cinema di genere’ che è il noir: che sento mio e a cui ho voluto tendere. Questo è un film che vuole portare alla luce, letteralmente, le tenebre che abitano la psiche di ognuno. È una storia di anime nere, sole, che disperatamente cercano di salvarsi. Ma è anche un film con un forte messaggio positivo, perché parla della ricerca della verità, della luce che non è in fondo al tunnel ma al termine della notte. Ed è anche un film con valori forti come l’alleanza e la solidarietà femminile, l’etica e la crescita individuale.

Come sei arrivato, a meno di 35 anni, a realizzare il tuo primo lungometraggio? Qual è stato il tuo percorso?

Direi che il mio è stato il più canonico dei percorsi. Mi sono laureato al DAMS a Bologna e nel 2010 ho scritto e diretto il mio primo corto, “Storia di nessuno”. Il film, che ha partecipato a più di 20 festival in tutto il mondo, è stato l’unico italiano presente al Los Angeles Film Festival e all’European Independent Film Festival di Parigi, ed è stato scelto per rappresentare l’Italia alla Biennale dei Giovani Artisti del Mediterraneo del 2011. Ha vinto numerosi premi internazionali tra cui il Prix Courts du Polar 2011, premio per il miglior cortometraggio al festival internazionale del Noir di Lione. Nel 2013 ho realizzato Centoquaranta – La strage dimenticata, film documentario sulla strage del Moby Prince, vincitore del Fondo Toscana Cinema, e nel 2015 ho girato un altro documentario: Il paese perduto insieme allo storico Ernesto Galli della Loggia.
Dopo questi passaggi, ho sentito che era giunto il momento di fare il passo e lanciarmi nell’impresa di scrivere e girare il mio primo film: il soggetto e la sceneggiatura sono frutto del mio lavoro e di quello di Andrea Paolo Massara, mentre tra i produttori figurano i fratelli Manetti e Carlo Macchitella, sempre disponibili a sovvenzionare opere che intendano percorrere strade poco battute dal cinema nostrano. Mi sono sentito onorato della fiducia che mi hanno accordato: nonostante si tratti di un film low budget, l’investimento è comunque serio e sono felice di aver avuto questa opportunità. Il cinema italiano contemporaneo si sta aprendo sempre di più ai registi giovani e questo è un grande incoraggiamento.

Il cinema italiano, sia classico che contemporaneo, ha senz’altro prodotto ottimi film. Qual è il tuo preferito?

Tanti. Troppi. Così su due piedi ti citerei quel grandissimo capolavoro che è C’era una volta il west con la sceneggiatura di Sergio Leone, Bernardo Bertolucci e Dario Argento: con una triade così, non poteva che essere un grandissimo film. Indimenticabile.
«Domani torniamo a essere quelli di ieri» dice Federico Vincenti, alias Alessio Boni, in una battuta del film. Forse. Ma ci sono notti che segnano e che cambiano. Notti in cui tutto è possibile, in cui complice l’oscurità, l’anima umana rivela uno dei colori primari della sua tavolozza: il noir.

Articolo a cura di Rita Barbieri 

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