Studio Bojola apre il nuovo Atelier in via Palazzuolo a Firenze

Un nuovo atelier creativo in via Palazzuolo: Studio Bojola sceglie il cuore multiculturale di Firenze

Studio Bojola, nato a Firenze e attivo a livello internazionale, si muove tra design, architettura, con una spiccata attenzione all’attivazione dello spazio urbano e al coinvolgimento delle comunità locali.

Abbiamo avuto il piacere di incontrare Gilberto Benni e Margherita Bojola per farci raccontare la nascita del nuovo atelier in via Palazzuolo: uno spazio creativo aperto al quartiere che ha l’ambizione di generare relazioni, ispirare bellezza e diventare punto di riferimento per la comunità.

L’inaugurazione rappresenta uno dei primi tasselli concreti di ReCreO.S. – Riattivazione Creativa Oltrarno Sociale, il progetto promosso da Fondazione CR Firenze per valorizzare l’artigianato contemporaneo e sostenere nuove realtà creative attraverso l’assegnazione di botteghe in comodato d’uso gratuito.

Abbiamo rivolto alcune domande al team dello studio per capire meglio cosa significa aprire un laboratorio-atelier in un contesto così particolare, e come immaginano di abitare e trasformare questo nuovo spazio.

Studio Bojola apre il nuovo Atelier in via Palazzuolo a Firenze

Che significato ha per voi l’apertura di un nuovo spazio in via Palazzuolo, nel cuore di uno dei quartieri più vitali e stratificati di Firenze?

Per noi l’apertura di un nuovo spazio in Via Palazzuolo rappresenta una tappa fondamentale nel percorso di crescita dello Studio. Dopo anni trascorsi nella quiete delle colline toscane, sentivamo il bisogno di confrontarci con la città, con la sua energia, le sue contraddizioni e la sua vitalità quotidiana.
Via Palazzuolo è un luogo profondamente stratificato, multiculturale e autentico, lontano da una Firenze patinata e immobile. Inserirci in questo contesto significa aprirci a nuove influenze, accettare il dialogo e lasciarci contaminare da un vero melting pot di storie, persone e culture.
Questo passaggio non è solo una scelta di visibilità, ma soprattutto una scelta umana e progettuale: crediamo che il contatto diretto con il tessuto urbano possa arricchire la nostra visione, stimolare nuove idee e rendere il nostro lavoro ancora più vivo, aperto e contemporaneo.

Il quartiere in cui vi insediate è uno dei più densi e complessi della città. In che modo pensate che il vostro lavoro possa dialogare con questo contesto, e viceversa?

Crediamo profondamente che il bello non sia un privilegio, ma una risorsa capace di attivare relazioni, creare senso di appartenenza e restituire dignità ai luoghi e alle persone. Nei contesti complessi, come quello di Via Palazzuolo, la bellezza diventa ancora più necessaria: aiuta a contrastare la sensazione di marginalità e a generare nuove possibilità di incontro e riconoscimento.
Il nostro lavoro nasce proprio dal dialogo tra materia, gesto e visione, e siamo convinti che uno spazio creativo possa diventare un punto di scambio, più che un luogo chiuso o autoreferenziale. Allo stesso tempo, è il quartiere stesso a offrirci un’energia unica: la sua densità sociale, le sue contraddizioni e la sua vitalità quotidiana rappresentano una fonte continua di ispirazione.
Immaginiamo quindi un rapporto reciproco: da un lato il nostro lavoro può contribuire a portare attenzione, cura e bellezza; dall’altro, il quartiere ci restituisce stimoli, umanità e complessità, elementi fondamentali per far crescere lo Studio in modo autentico e consapevole.

Studio Bojola apre il nuovo Atelier in via Palazzuolo a Firenze

Che tipo di studio sarà quello di via Palazzuolo: solo luogo di lavoro o anche spazio espositivo, laboratorio, punto di incontro? Come immaginate la sua evoluzione nei prossimi mesi?

Lo studio di Via Palazzuolo nasce come uno spazio aperto, prima ancora che come un luogo di lavoro. Sarà certamente il nostro atelier operativo, ma anche uno spazio espositivo, un laboratorio di idee e un punto di incontro dove le persone possano entrare, scoprire i nostri prodotti, i progetti in corso o semplicemente fermarsi ad ascoltare la nostra storia.
Nei prossimi mesi immaginiamo un luogo vivo, attraversato da eventi, momenti di confronto, presentazioni e piccoli format culturali, pensati per creare dialogo e consapevolezza. Crediamo infatti che il design oggi debba assumersi anche una responsabilità etica, non limitandosi a immettere nuovi oggetti sul mercato, ma interrogandosi sul senso, sulla durata e sulla qualità di ciò che produce.
Viviamo in un contesto saturo di cose spesso inutili e di valore discutibile; per questo sentiamo l’urgenza di restituire centralità all’artigianato, al tempo del fare, alla materia e alle storie che gli oggetti portano con sé. Via Palazzuolo sarà il luogo in cui tutto questo verrà non solo progettato, ma soprattutto raccontato e condiviso.