Firenze 1492: la fucina del mondo all’alba di una nuova era.

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“…Arda di dolcezza il core! Non fatica, non dolore! Cio c’ha esser, convien sia. Chi vuol esser lieto sia: di doman non c’è certezza.”

 

È la notte dell’8 aprile 1492, a Palazzo Medici, un capannello di uomini in lacrime assiste all’ultimo sospiro di uomo portentoso. Scrittore sopraffino, poeta sublime, letterato, mecenate, nonché politico di grande acume ed immenso spessore: sfinito da una terribile malattia genetica, si spegne, all’età di 43 anni, Lorenzo di Piero De’ Medici, meglio noto come ‘il Magnifico’. Da suo padre, famoso col nome di Piero il Gottoso, non aveva ereditato soltanto la signoria di Firenze, ma anche l’angosciante gene della gotta, causa della sua morte prematura. Questo evento segna la fine di un’era per la città toscana, un’era di battaglie e cospirazioni, di conquiste ed alleanze, ma soprattutto, un’epoca di incredibile prosperità artistica e scientifica, in cui la stella di Firenze splende sulla vetta dell’intero mondo conosciuto.

Lorenzo il Magnifico

Ma perché parlare proprio dell’anno in cui il Magnifico morì?

Il 1492 fu un anno senza precedenti nella storia, un anno in cui coesistevano personaggi d’immenso valore, uomini che avrebbero cambiato per sempre il destino del nostro pianeta.
E Firenze era un soltanto un puntino su una mappa che stava per allargarsi a dismisura, anche se, sono in molti a ritenere plausibile, che senza quel piccolo puntino, l’evoluzione umana avrebbe preso una piega diversa. I principi d’eternità e di bellezza, che avevano ispirato il propagarsi del Rinascimento, erano stati trasportati dai venti lungo le strade d’Europa, attraversando i mari e le montagne: la mente si riappropriava dei tratti d’onnipotenza che furono tipici degli antichi Greci e Romani. Secoli d’imposizione morale avevano sopito gli spiriti di grandezza, specie quelli della conoscenza. Esattamente come dopo la pressione di un interruttore, ad un tratto, si accende una luce abbagliante: in questi anni, delle semplici madri, partoriscono bambini travolti dal genio, così tanti, concentrati in un solo arco temporale, da pensare ad un vero e proprio miracolo. E non è un caso che molti di loro, intorno al 1492 s’incontrino per le vie e le piazze di Firenze. Immaginate di possedere uno strano binocolo, che riesce a guardare il cielo così a fondo, da poter osservare il passato, puntiamolo esattamente sulla ‘culla del Rinascimento’, proprio nel 1492, posizioniamolo e tratteniamo il respiro.

Leonardo Da Vinci, Michelangelo Buonarroti, Raffaello Sanzio, Sandro Botticelli, e poi Brunelleschi, Poliziano, Alberti… veri e propri mostri sacri, che avrebbero segnato un solco indelebile nell’universo artistico, tale da sconvolgere per sempre i canoni della pittura, della scultura e dell’architettura. Non tutti operativi contemporaneamente, ma comunque vivi e consapevoli in questi 365 giorni che hanno tracciato un nuovo percorso per il genere umano. Non solo arte a Firenze, ma anche politica, con Lorenzo il Magnifico e Nicolò Machiavelli, che mettono in campo conoscenze, strategie e principi rivoluzionari, per il modo di governare del tempo.

Girolamo Savonarola

E come non parlare di religione?
Nel 1492, alla morte del Magnifico, un uomo rendeva tributo alla memoria del Signore di Firenze, con sentite condoglianze e con la benedizione dell’uomo di chiesa. Costui si chiamava Girolamo Savonarola, mesi dopo, tutta l’Europa avrebbe conosciuto il suo nome. Il prete fiorentino, da lì a poco, avrebbe trascinato sul banco degli imputati della fede, la fallace, opulenta e viscida figura di Papa Alessandro VI, il Papa Borgia, denunciando i principi di una chiesa in preda a convulsioni di sfarzo ed inganno, di spreco e corruzione.
E chissà se le grida di Savonarola, condannato ed arso sul rogo, giunsero dritte fino in Sassonia, precisamente ad Eisleben, dove un bambino di 10 anni si preparava a sconvolgere completamente l’universo religioso cristiano. Nel 1492 viveva anche Martin Lutero, l’ennesimo genio di un mondo in autentico subbuglio.

Vi starete chiedendo perché non abbiamo ancora parlato dell’avvenimento che tutti i libri di storia ricordano, riguardante il 1492.
La risposta è estremamente semplice, perché senza il preambolo storico, senza una reale cognizione di quali furono gli avvenimenti ed i processi che hanno condotto l’uomo fino a qui, non si potrebbe capire ciò che successe in ottobre.

Continua…

Gianluca Parodi

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