Imprenditoria in rosa – Prima parte

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donne-in-carriera“Toscana felix”: questo il titolo di una recente inchiesta pubblicata su “il venerdì”, (supplemento di La Repubblica), incentrata sulle politiche sociali ed economiche della regione amministrata da Enrico Rossi, paragonate esplicitamente a quelle “mitiche” dei più avanzati (tra virgolette…) paesi nordeuropei. Un’inchiesta suffragata, nell’opinione del settimanale, da una serie di dati: il 32% di bimbi che frequentano gli asili nido, offerta di cure gratuite per i bambini come la sigillatura dei molari permanenti  e la spettrometria di massa , ticket per la procreazione assistita, investimenti per rilanciare il compartimento manifatturiero, borse di studio e prestiti d’onore per gli studenti, tirocini retribuiti a 400 euro al mese (metà a carico della regione, metà a carico delle imprese), investimenti nell’energia “verde”, sanità efficiente e con i conti in regola, disoccupazione giovanile a livelli inferiori rispetto alla media nazionale (24 contro 28%).

E poi ancora, riportiamo un paio di stralci dall’inchiesta: “istituzioni e cittadini si parlano”, “c’è buon senso di cittadinanza” , “lo spirito civico dei toscani viene da un orgoglioso passato di liberi comuni” e, dulcis in fundo,nelle parole del Presidente della regione Enrico Rossi « va anche ricordata la tradizione comunista e il fatto che il Pci ha prodotto una classe dirigente onesta». Insomma , viviamo in un paradiso. Anche se non tutti forse non se sono accorti… E’ davvero tutto oro quello che luccica?

Certo, l’analisi de il venerdì presenta dati interessanti, ma parziali; ci sarebbero molti altri elementi da prendere in considerazione per osservare lo stato del progresso economico e sociale della Toscana. grafico_2 Prendiamo il caso specifico dell’imprenditoria femminile, uno degli indicatori più interessanti in questo senso. Secondo i dati ufficiali divulgati dall’Osservatorio sull’imprenditoria femminile -ente promosso dalla regione con  l’obbiettivo di monitorare l’andamento delle imprese al femminile – nei dodici mesi analizzati dall’ultimo report (30 giugno 2009 -30 giugno 2010) le imprese femminili toscane sono aumentate del 2,6% (in assoluto 2.459 unità in  più) , mentre quelle maschili sono diminuite dello 0,4% . Emerge qui  un primo un dato interessante:  essendo il tessuto imprenditoriale toscano cresciuto dello +0,3% in totale, il dato è quindi interamente riconducibile all’imprenditoria femminile. Quindi: le donne  imprenditrici rappresentano un motore fondamentale dello sviluppo.

Come è ripartita tra le province questa crescita dell’imprenditoria femminile? Tutte le province hanno registrato tassi positivi: Prato è in testa, un significativo +5,5% nei dodici mesi di riferimento; seguono a distanza Lucca, Massa, Pisa, Firenze,Arezzo e Siena, con variazioni dal 2,2% al 2,8%, mentre a Pistoia, Livorno e Grosseto le aziende “in rosa” ottengono variazioni dall’1,4% all’1,6%. Dati interessanti, ma che devono essere incrociati con quelli su scala nazionale per inquadrare meglio la questione. Dal confronto con le altre regioni italiane, la Toscana risulta al terzo posto in termini di tasso di crescita dell’imprenditoria femminile, preceduta solo da Lazio (+5,0%) e Lombardia (+2,8%), superando di mezzo punto percentuale il dato medio nazionale (+2,1%) . Le imprese femminili toscane a metà del 2010 rappresentano come si è detto il 23,7% del tessuto imprenditoriale regionale,  mentre la media nazionale è del 23,3%. (Fine prima parte – segue la seconda)

DANIEL C. MEYER

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