L’arte urbana omaggia la Resistenza

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Un murales in onore del partigiano Pillo a firma DesX

Sarà inaugurato quest’oggi, alle porte della Festa della Liberazione nell’ambito della rassegna ‘Aprile Resistente’, il murales a firma DesX in omaggio al partigiano Silvano Sarti, nome di battaglia ‘Pillo’, uno dei principali volti della Resistenza fiorentina

L’opera è stata voluta dal Quartiere 4 e dalla sezione ANPI Isolotto che, in collaborazione con ZAP (Zona Aromatica Protetta), hanno coinvolto l’artista aquilano Luca Ximenes, in arte DesX, nella realizzazione. Da subito sostenuta dall’assessore alle Politiche giovanili, Andrea Vannucci, e dal Comune di Firenze che hanno intuito la potenza dell’arte urbana nel veicolare messaggi soprattutto alle nuove generazioni. Così dopo l’opera dell’artista Jorit dedicata a Nelson Mandela, il Comune di Firenze ha deciso di dedicare un’opera al partigiano Pillo morto a gennaio di quest’anno, portando avanti il fil rouge legato al tema dei diritti umani, dei valori, della libertà.

E infatti il murales è stato realizzato a poche centinaia di metri dall’abitazione di Silvano, su di un muro dell’impianto sportivo gestito dall’Audace Legnaia, che si affaccia su via Antonio del Pollaiolo, luogo frequentato da moltissimi giovani. Il progetto artistico si compone di due parti: il volto del partigiano Pillo in primo piano e un bosco di sfondo, ad evocare l’esperienza della Resistenza, nel quale si muovono due partigiani giovani, una donna e un uomo, che simboleggiano la presa di coscienza e la rivolta contro l’oppressione.

partigiano pillo

Un modo per far essere ancora una volta vicino a noi, nel primo 25 aprile senza di lui. E per raccontare la storia della Resistenza al nazi-fascismo ai giovani, attraverso l’immagine, perché sì… forse la street art ha proprio questa capacità di arrivare diretta in un ‘flash’, ma anche di far soffermare per un attimo a riflettere, lancia un semino che attraverso l’approfondimento può divenire pianta. E così Silvano che ha passato tutta la sua vita a parlare con i giovani, a discutere con gli operai, sempre in prima linea, adesso ci parla attraverso un muro, ed è incredibile come quel fuoco contro i soprusi, in difesa della libertà, rimanga vivo grazie alla sua immagine.

Chi era Silvano Sarti?
Nato a Scandicci (Firenze) nel 1925, Sarti fu renitente alla leva repubblichina dopo l’8 settembre 1943, e venne catturato dai tedeschi insieme ad altri compagni. Vennero accusati di diserzione, ma vennero graziati da un editto militare per la loro giovane età (18 anni). Sarti fu poi deportato a Cassino e messo ai lavori forzati nella costruzione delle fortificazioni tedesche. Riuscì a fuggire con altri prigionieri e dopo una lunga marcia ritornò in Toscana e decise di unirsi ai partigiani. Sarti fu inquadrato nelle Squadre d’Azione Patriottica, che utilizzarono come tattica la guerriglia urbana, deviando la segnaletica stradale per confondere il nemico, disseminando le strade di chiodi a quattro punte, sabotando le linee ferroviarie. Un altro loro compito fu quello di procurare armi e munizioni e per farlo ricorsero a scontri armati, furti e stratagemmi di ogni tipo. Durante la battaglia di Firenze del 1944 partecipò all’assalto ad alcuni cecchini fascisti barricati in un bordello nei pressi di Porta al Prato. Dopo un assedio di 18 giorni i fascisti furono catturati e fucilati. Nel secondo dopoguerra Silvano Sarti, militante comunista, si dedicò alle lotte sindacali nelle file della Cgil: fu tra gli organizzatori degli scioperi di Livorno nel 1968. Medaglia d’oro al valore militare, non ha mai dubitato da che parte stare.

articolo a cura di Francesca Nieri 
Ph ig Desx 

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