Un cuoco messicano reinterpreta la cucina toscana nel cuore dell’Oltrarno
Belguardo Osteria riapre sui Lungarni fiorentini dopo il recente restyling: un progetto che unisce aperitivo, mixology e cucina toscana affidata allo chef Luis Corcés, capace di rileggere la tradizione nostrana con uno sguardo essenziale, contemporaneo e sorprendentemente autentico.

Nel cuore dell’Oltrarno, affacciata su uno dei tratti più eleganti dei Lungarni fiorentini, Belguardo Osteria (Piazza Degli Scarlatti, 1r) ha appena riaperto i battenti dopo un importante restyling con un’identità profondamente rinnovata. Non più soltanto osteria tradizionale, ma piuttosto un indirizzo pensato per vivere Firenze durante tutto l’arco della giornata: aperitivo al tramonto, cena, dopocena e pranzo del weekend. Un progetto che punta a intercettare quella città che cerca luoghi da frequentare con continuità, lontano dalle formule troppo turistiche o costruite esclusivamente per l’occasione.
“Belguardo racconta Firenze e la Toscana, con uno sguardo alla Maremma, attraverso una cucina sincera, diretta e territoriale”, spiega Lapo Mazzei, responsabile del nuovo progetto dello storico locale passato negli anni da diversi modelli di gestione e attività ristorativa. “Con il restyling appena concluso, l’osteria è stata affiancata da un’accogliente area wine & cocktail bar al banco, per un’esperienza godibile in ogni momento di fine giornata: dall’aperitivo alla cena, fino al dopocena”.
Cosa si mangia da Belguardo Osteria

La scelta più interessante riguarda la cucina. A guidarla oggi c’è infatti lo chef messicano Luis Corcés, chiamato a confrontarsi con uno dei patrimoni gastronomici più identitari d’Italia, quello toscano. La decisione potrebbe sembrare rischiosa, ma finisce per diventare il vero punto di forza del progetto. Corcés, in Italia da oltre dieci anni e già sous chef del ristorante, non cerca contaminazioni forzate né esercizi fusion né tantomeno rivisitazioni di mostri sacri: il suo approccio alla gastronomia è quasi opposto. Lo chef di Belguardo Osteria lavora per riportare la cucina toscana all’essenziale attraverso materia prima, tecnica pulita e costruzioni leggibili.
Qualche esempio? La Salvia Fritta racconta immediatamente questa direzione: fritto asciutto, croccante netto e aromaticità che resta lunga senza appesantire il palato. Più articolato il lavoro sugli Agretti con Uova e Bottarga, giocato sulla tensione tra freschezza vegetale e sapidità marina. La parte interessante sta nell’equilibrio: la bottarga entra con decisione ma lascia spazio alla componente erbacea degli agretti e alla morbidezza dell’uovo. L’antipasto da provare assolutamente, tuttavia, restano le Acciughe del Cantabrico su pan brioche e le Polpette di lampredotto: davvero golose.

Nelle Tagliatelle alla Buttera – grande classico della cucina maremmana preparato con pomodoro, salsiccia di maiale, salsiccia secca di cinghiale e olive – emerge invece il legame più diretto con la Maremma evocata in tutto il progetto Belguardo. Qui la cucina si fa più materica e rustica, ma mantiene una precisione contemporanea che alleggerisce. È forse proprio questo l’aspetto più interessante del lavoro di Corcés: osservare la Toscana da fuori per restituirla nella sua forma più nitida, evitando quelle complicazioni che spesso finiscono per allontanare la cucina regionale dalla propria identità e, in questo caso, dai fiorentini.
Lo dimostra pure la scelta controcorrente a livello di pescato, con la Sogliola alla mugnaia coi capperi di Porta Romana come signature di mare, un piatto sicuramente inedito sulla scena local. I dolci, infine, sono tutti fatti in casa e porzionati al tavolo direttamente davanti agli ospiti.
Cosa si beve da Belguardo Osteria

Accanto alla cucina e alle etichette vinicole della casa firmate Marchesi Mazzei, dalle tenute di Castello di Fonterutoli nel Chianti Classico, Belguardo nella Maremma Toscana e Zisola in Sicilia, a una selezione di vini italiani e internazionali, il nuovo corso di Belguardo punta molto pure sul bar, affidato a una vera decana della mixology fiorentina come Alessia Di Bartolomeo. La sua proposta alterna twist ben calibrati e signature contemporanei pensati sia per accompagnare i piatti sia per vivere la golden hour sul Lungarno.
Cocktail eleganti e divertenti, da sorseggiare mentre il tramonto accende l’Arno e Palazzo Corsini si riflette sull’acqua. Tra i signature spicca “La Marchesa”, omaggio insieme al Conte Cammillo Negroni e ai Marchesi Mazzei, proprietari del locale.

Anche gli spazi di Belguardo Osteria seguono questa filosofia: ambienti luminosi, richiami alla Maremma, dettagli naturali e un progetto del verde sviluppato con Serre Torrigiani che accompagna il dialogo continuo tra interno ed esterno. Il dehor diventa così parte integrante dell’esperienza, sospeso tra il fiume e la città, in una Firenze che qui prova ancora a mantenere un ritmo più autentico, naturale e quotidiano.