Cordon Bleu: 40 anni di sogni, soufflé e rivoluzioni gastronomiche
La Scuola di Arte Culinaria Cordon Bleu di Firenze è un faro nel panorama gastronomico italiano e internazionale: la più antica scuola di cucina in Italia ancora attiva.
Quarant’anni non si celebrano con leggerezza, soprattutto se nel frattempo è cambiato il mondo. Quando Cristina Blasi e Gabriella Mari hanno iniziato a insegnare cucina, la parola “chef” non era ancora sinonimo di celebrità e i corsi di cucina erano percepiti come un passatempo casalingo più che una carriera.
Oggi, la Scuola di Arte Culinaria Cordon Bleu di Firenze è un faro nel panorama gastronomico italiano e internazionale: la più antica scuola di cucina in Italia ancora attiva, un luogo dove si insegna non solo a cucinare, ma a pensare, vivere e raccontare la cucina.

Due donne, una visione
Nel 1985 Cristina e Gabriella si incontrano in un corso a Roma, si piacciono, si capiscono. E da lì parte tutto. Due stili diversi: l’una più estetica, vulcanica, appassionata di dolci e impiattamenti; l’altra, saldamente radicata nella tradizione, con mani esperte in sfoglie, pane e arrosti. Due approcci complementari che trovano forma in un sogno comune: costruire una scuola che non insegni solo ricette, ma cultura, sensibilità e identità.
La cucina, per loro, non è mai stata una moda da seguire, ma un linguaggio con cui interpretare il mondo. E forse è per questo che la loro scuola è riuscita a stare al passo con i tempi: anticipando le tendenze, ma rimanendo fedele a sé stessa. Dalla prima sede improvvisata nel retrobottega di un bar fiorentino agli ambienti rinascimentali di Palazzo Panciatichi Ximenes, è rimasta intatta la filosofia: fare molto, dire il giusto, insegnare con amore.
Un mestiere che non è più lo stesso
In questi quarant’anni il modo di cucinare, e di parlare di cucina, è cambiato radicalmente. Se prima il sapere si tramandava in famiglia o per osmosi tra fornelli, oggi è diventato oggetto di corsi, masterclass, tutorial e programmi tv. E se un tempo le “ricette della nonna” erano l’unica autorità, oggi convivono con fermentazioni nordiche, impiattamenti zen, tecniche molecolari e storytelling da social media.
Cristina e Gabriella sono riuscite nell’impresa più difficile: non farsi travolgere dal cambiamento, ma guidarlo. La loro scuola oggi offre percorsi per professionisti, corsi intensivi, laboratori tematici, anche in lingua inglese. Accoglie studenti da tutto il mondo, mantenendo sempre il cuore pulsante in Toscana.

Tradizione, sì. Ma con spirito critico
La parola “tradizione”, alla Cordon Bleu, non è mai sinonimo di immobilismo. Anzi. I corsi guardano alla cucina regionale con rispetto, ma anche con occhi nuovi. Si studia l’origine dei piatti, si riflette sul loro senso oggi, si reinterpretano senza stravolgere. È questo il segreto del successo: insegnare a cucinare non per nostalgia, ma per visione.
E in un’epoca in cui l’attenzione alla sostenibilità, alla provenienza degli ingredienti e alla responsabilità etica è sempre più centrale, la scuola non si tira indietro. Non basta saper cuocere un uovo alla perfezione: bisogna anche capire da dove arriva, chi lo produce, con quale impatto. La cucina è diventata politica. E la Cordon Bleu, ancora una volta, l’ha capito prima di molti altri.
Sogni e Soufflé: una storia da leggere
Per celebrare questi quarant’anni, le due fondatrici hanno scritto un libro: Sogni e Soufflé – Storie di vita e di cucina in 40 anni di Cordon Bleu, pubblicato da Tassinari Editore. Il volume è un racconto biografico e narrativo, che intreccia le loro vite con la nascita e la crescita della scuola, ricco di aneddoti, ricette e riflessioni. Non è il solito ricettario patinato, ma un viaggio nella passione, nella fatica e nella gioia che accompagna ogni progetto autentico.
La presentazione ufficiale si è tenuta il 21 novembre a Firenze, in una serata che ha unito teatro, cucina e memoria. A salire sul palco, accanto alle due fondatrici, anche l’attrice Gaia Nanni con una performance ideata per l’occasione, tra ironia e commozione, seguita da un brindisi firmato Santabarbara Desco & Cucina.

E il futuro?
Cristina e Gabriella lo sanno: il mondo della cucina non smette mai di evolversi. Ma se il futuro è incerto, la direzione è chiara. La Cordon Bleu continuerà a formare nuove generazioni di chef, pasticceri e appassionati con un approccio umano, rigoroso, sensibile. Perché il vero cambiamento — quello che dura — nasce da una cipolla affettata bene. E da due donne che quarant’anni fa hanno deciso che cucinare non era solo nutrire, ma anche ispirare.
Articolo proveniente dal numero autunnale del magazine F.U.C.K. (Florence Urban Cocktail Kitchen)