Silent Pool Gin

Silent Pool Gin a Firenze: quando la sartorialità incontra il distillato

Tra Pitti Uomo, Alessandro Gherardi e l’ospitalità del Savoy, il London Dry inglese costruisce un racconto coerente fatto di moda, miscelazione e cultura del progetto.

Silent Pool Gin, London Dry inglese nato nel Surrey, ha scelto Firenze per raccontare il proprio posizionamento attraverso un progetto articolato e coerente, capace di mettere in relazione mondi affini per visione e metodo: moda, miscelazione e ospitalità contemporanea. Un percorso pensato come un racconto unitario, sviluppato all’interno di uno dei contesti più autorevoli del menswear internazionale, dove ogni elemento contribuisce a definire linguaggi, estetiche e identità condivise.

Silent Pool Gin

All’interno della Fortezza da Basso, in occasione di Pitti Uomo, Silent Pool Gin ha affiancato la presentazione della nuova linea di Alessandro Gherardi, inserendosi nel racconto sartoriale del brand con un intervento concepito come parte integrante dell’esperienza. Il momento dell’aperitivo si è trasformato in un dialogo naturale fra tessuti e botaniche, volumi e profumi, superfici e cromie, seguendo la stessa logica di equilibrio, precisione e controllo che accomuna il lavoro dei due marchi.

Un’affinità che trova fondamento nell’approccio produttivo di Silent Pool Gin, riconoscibile per una vera e propria “sartorialità” applicata al distillato. Le 24 botaniche che ne definiscono il profilo vengono selezionate e dosate con estrema attenzione; l’utilizzo calibrato di miele locale e un processo di distillazione articolato in fasi successive contribuiscono a costruire un profilo aromatico complesso e profondo, riconoscibile ma mai ridondante. Una struttura che richiama da vicino il mondo del tailor made, dove ogni passaggio è parte di un disegno complessivo e nulla è lasciato al caso.

Silent Pool Gin

La giornata è proseguita al Bar Artemisia dell’Hotel Savoy Firenze, storico indirizzo dell’ospitalità cittadina e parte del gruppo Rocco Forte Hotels, da anni punto di riferimento per un pubblico internazionale attento allo stile e alla qualità del servizio. In questo contesto, Silent Pool Gin è stato protagonista di una serata speciale dedicata alla miscelazione d’autore, che ha riunito alcune tra le figure più autorevoli della scena internazionale e italiana.

Il Maestro Salvatore Calabrese, il bar manager Federico Galli e il team del Sentaku Izakaya di Bologna – Nicolò Ribuffo ed Erick Monguia – hanno costruito un percorso di degustazione articolato attorno a quattro cocktail esclusivi, pensati come interpretazioni complementari del distillato. Un racconto liquido capace di restituire prospettive diverse mantenendo una forte coerenza di fondo.

Il contributo di Sentaku Izakaya ha preso forma in Gaijin e Hachi, due creazioni che mettono in dialogo Silent Pool Gin con suggestioni e ingredienti della cultura giapponese, lavorando su stratificazioni aromatiche, texture e contrasti delicati. Accanto a queste letture, il Bar Artemisia ha firmato Fresh Highball e Celery Sour, cocktail dal taglio contemporaneo, costruiti sulla freschezza, sull’equilibrio e sulla pulizia del sorso, in linea con lo stile del bar e con l’identità del gin.

Silent Pool Gin

Nel complesso, il lavoro di miscelazione ha restituito una visione ampia e coerente delle potenzialità di Silent Pool Gin, sempre guidata dal rispetto della materia prima. Un approccio che valorizza l’anima aromatica del distillato senza appesantirla, confermandone la versatilità e la capacità di adattarsi a linguaggi differenti mantenendo intatta la propria identità.

Attraverso la sua presenza a Pitti Uomo e a Firenze, Silent Pool Gin consolida così il proprio posizionamento come brand capace di dialogare con universi affini per sensibilità e metodo progettuale. Un gin che interpreta la sartorialità applicata al distillato come esercizio di tempo, misura e controllo, dove l’attenzione al dettaglio diventa sostanza. Perché anche uno spirito, come un abito ben costruito, trova la propria forza nella qualità del progetto e nella coerenza del gesto.