crisi settore moda

Crisi settore moda, ne parliamo con l'imprenditore fiorentino Tommaso Santoni

Quindi spostare tutto: le collezioni, le fiere, la produzione e la consegna dei capi d’abbigliamento?

Esatto, se tutti i grandi marchi stanno spostando gli eventi, da Pitti alle varie Fashion week, è necessario dare una boccata d’ossigeno alle vendite. Si sono persi almeno due mesi di esposizione dei capi a prezzo pieno, ricordiamo che i saldi sono la rinuncia ad un margine di profitto su della merce che comunque è stata acquistata a prezzo pieno. E poi, ripeto, climaticamente la fine della stagione sarebbe a settembre.

Naturalmente questa deve essere una direzione univoca di sistema, a livello europeo, perché non sia bypassata dallo shopping on line. Ovviamente la situazione ha una ripercussione anche sulla prossima collezione invernale, a causa del lockdown è impossibile spostarsi, difficile reperire le materie prime e siamo in ritardo sulla produzione.

Insomma, si prefigura una crisi anomala che riguarda la domanda e l’offerta…

Direttore di FUL magazine e membro della redazione dal 2017. Ho realizzato reportage su vari temi tra cui: il fenomeno hooligans agli Europei di calcio in Francia (2016), il primo Pride dell’Ucraina a Kiev (2018), la questione del confine orientale tra Italia e Jugoslavia (2020), la protesta dei lavoratori ex-Gkn di Campi Bisenzio (2021), il vertice NATO in Lituania a Vilnius (2023). Ho coperto svariate edizioni della rassegna di moda “Pitti Uomo” e partecipato come inviato al Festival del Cinema di Cannes nel 2024.