Perseo di Cellini, le curiosità

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Un vero e proprio capolavoro trova spazio fra le altre meraviglie del gruppo scultoreo posto sotto la Loggia dei Lanzi, in Piazza della Signoria a Firenze. La splendida opera, firmata da Benvenuto Cellini, è il Perseo con la testa di Medusa, la cui realizzazione risale al periodo 1545-1554. 

Il Perseo di Cellini con la testa di Medusa.
Il Perseo di Cellini con la testa di Medusa

La celebre opera bronzea racconta, in chiave allegorica, una vicenda del passato che ha avuto come protagonista la città di Firenze. Del resto, la maggior parte delle opere poste sotto la Loggia dei Lanzi rappresentano quasi sempre un tema dal carattere mitologico, con i quali si è voluto celebrare un evento significativo per la città. 

Nel caso del Perseo, il mito originario è da ricercare nella vittoria dell’eroe greco ai danni di Medusa. La scultura fu realizzata per rappresentare la vittoria di Cosimo I sull’esperienza repubblicana della Firenze cinquecentesca. Perseo riuscì nell’impresa di uccidere Medusa, l’unica mortale fra le tre Gorgoni -esseri mostruosi con lo sguardo pietrificante ed un serpente al posto dei capelli- grazie anche all’ausilio di uno scudo speciale donatogli da Atena. In segno di riconoscimento, l’eroe donò alla divinità la testa della gorgone, la quale decise di porla proprio sopra lo scudo. 

Anche se ad occhio nudo non si nota la differenza, sapevate che il Perseo e la testa di Medusa non sono composti dagli stessi materiali? Secondo alcuni studi condotti da Bruno Bearzi, Perseo è composto per un 95.5% da rame, per un 2.5% di stagno e da un 1% di piombo e un 1% di zinco, mentre Medusa da un 90% rame e un 10% di stagno. La differenza nell’utilizzo dei materiali è stata spiegata dallo stesso autore, il quale ha raccontato come, a causa delle difficoltà incontrate nel corso della fusione dell’opera, sia stato costretto a mettere nella fornace anche i suoi materiali di lavoro, come scodelle e piatti di stagno, per un totale di 200 pezzi.  Di fronte al conto di 10.000 scudi presentatogli dall’artista, Cosimo I decise di corrispondergli la somma di 3.500 scudi. 

Ma le sorprese non finisco qui. Benvenuto Cellini, fra i rappresentati più celebri del Manierismo, avrebbe nascosto un’altra opera all’interno del Perseo. Quando passate da Piazza della Signoria raggiungetela e, dalle sue spalle, osservate la parte superiore: scoprirete che, tanto alla giuntura della nuca quanto sul retro dell’elmo, l’artista ha dato vita ad uno strepitoso effetto ottico, grazie al quale vi sembrerà di scorgere il volto di un uomo, ma non di un uomo qualunque. L’uomo ritratto, infatti, sarebbe lui stesso.  

Immagine di copertina qui.

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Giornalista pubblicista alla costante ricerca di storie da raccontare. Amante della semplicità e animato da un forte spirito di condivisione, mi piace andare alla scoperta di novità che portino curiosità all'interno della mia vita.