Farmaci per la vita eterna? Li scoprirono i Medici

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Nel fiorente Seicento l’officina degli Uffizi era celebre e nota a tutti i sovrani della Terra.

Il Granduca di Toscana donava elisir naturali, racchiusi in piccoli scrigni d’ebano, ai nobili regnanti europei, giungendo fino al lontano Oriente, culla dei maestri dell’alchimia e della ricerca erboristica. Definita dai cronisti tedeschi “Wunderkammer”, la stanza delle meraviglie, l’officina degli Uffizi annoverava centinaia di ampolle misteriose, resti animali, rarità vegetali, fossili preistorici, conchiglie preziose e, addirittura, alcune mummie egizie.

La storia si ripete, è un moto circolare continuo, infinito… Il potere cattura la ragione, la rinchiude in una gabbia d’oro, la costringe alla legittimazione del comando, alla mummificazione del prestigio, in una sfrenata ricerca dell’eterno. Di un eterno che non c’è, che non è mai esistito e che non esisterà mai. Vi lasciamo con la solita domanda finale, elisir di vita eterna: un piccolo scrigno d’ebano del Granduca, o una festa a casa del Cavaliere?

Articolo a cura di Gianluca Parodi

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About Author

Nato il 13 gennaio 1986, coi piedi nell’acqua di mare e il libeccio nelle vene. Una passione vera, sfrenata, carnale per la storia dell’uomo e dell’arte l’ha portato a svolgere tutte le occupazioni possibili, tranne che quella per cui ha studiato una vita. Lavora nel marketing e comunicazione e venderebbe il ghiaccio agli eschimesi. Innamorato dell’amore e del pallone, romantico nel senso tedesco del termine, vive per raccontare e racconta per vivere. Friedrich Nietzsche scrisse: "L'autore ragionevole non scrive per nessun'altra posterità che per la propria, cioè per la propria vecchiaia, per potere, anche allora provar diletto di sé".