Farmaci per la vita eterna? Li scoprirono i Medici

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Naturalmente i Medici non furono esenti da questa pratica, gli esponenti più illustri della famiglia si cimentarono in ricerche sfrenate di farmaci fatati, che avrebbero intagliato i loro nomi nelle pietre dei millenni, per sempre. L’alchimia fu il grande progetto segreto di Cosimo I, che fece adibire una stanza, a Palazzo Vecchio, a vero e proprio laboratorio per fondere metalli. Ore, giorni, settimane, mesi di esperimenti incredibili per plasmare la materia e fabbricare il bramato oro, che avrebbe consegnato un prestigio infinito. Il figlio Francesco I alzò la posta, spostò l’officina al Casino di San Marco, invitando modellatori, alchimisti, distillatori ed erboristi, gettando legna di quercia nel fuoco dei segreti, incoraggiando nuove fusioni, nuove ricette, nuove alchimie. Dal 1586, il piccolo laboratorio nascosto di Cosimo I divenne un vero e proprio nucleo di ricerche e sperimentazioni, con una sede di lusso, oggi famosa nel panorama internazionale, conosciuta dal mondo intero col nome di “Galleria Degli Uffizi”. Ebbene sì, il forziere di reliquie laiche, tesoro di Firenze e dei fiorentini, visitato ogni giorno da migliaia di turisti affamati di cultura, un tempo era la casa di artisti-scienziati, che frullavano erbe e sostanze per dare vita a farmaci di benessere.

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About Author

Nato il 13 gennaio 1986, coi piedi nell’acqua di mare e il libeccio nelle vene. Una passione vera, sfrenata, carnale per la storia dell’uomo e dell’arte l’ha portato a svolgere tutte le occupazioni possibili, tranne che quella per cui ha studiato una vita. Lavora nel marketing e comunicazione e venderebbe il ghiaccio agli eschimesi. Innamorato dell’amore e del pallone, romantico nel senso tedesco del termine, vive per raccontare e racconta per vivere. Friedrich Nietzsche scrisse: "L'autore ragionevole non scrive per nessun'altra posterità che per la propria, cioè per la propria vecchiaia, per potere, anche allora provar diletto di sé".