Firenze Jazz Festival 2021!

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Torna in città uno dei più importanti Festival jazz d’Italia. Dall’8 al 12 settembre, 5 giorni di programmazione con 35 eventi dal vivo, 100 musicisti coinvolti e 10 diverse location.

Inserito nella top 10 dei festival jazz italiani per le riviste del settore, Il FJF, attraverso un processo volto a incentivare sempre più realtà a divenire promotrici di eventi artistici, coinvolge ville storiche, sale da concerto e chiostri rinascimentali, agriturismi, circoli e locali, rivolgendosi sia ad un pubblico colto che di neofiti.

La rassegna – organizzata da Centro Spettacolo Network Soc. Coop. inserita nel cartellone dell’Estate Fiorentina e diretta da Francesco Astore con il coordinamento artistico di Enrico Romero, in partenariato con Music Pool e Musicus Concentus –  si svolge  grazie al contributo del  Mic – Ministero della Cultura, dell’Estate Fiorentina del Comune di Firenze e di Fondazione CR Firenze. L’evento è patrocinato dalla Città Metropolitana di Firenze. Sono inoltre sponsor del Festival: Gucci, Ruffino, Prinz Beverage & Food, Heineken, Perrier,  Bibite San Pellegrino, Velmotor 2000 srl.

Punto di riferimento per reperire tutte le informazioni più aggiornate sul Festival saranno il sito www.firenzejazzfestival.it e i canali social Facebook e Instagram.  Per accedere agli spettacoli del FJF, come previsto dalle nuove norme anti-covid, sarà necessario esibire il green pass. 

Il manifesto di Firenze Jazz Festival quest’anno è disegnato da Claudia Bessi aka Bessicla. Le sue illustrazioni combattono gli stereotipi a colpi di colore, con personaggi in cui ognuno può riconoscersi. La band – che caratterizza la nuova immagine del Jazz Festival fiorentino  – invita tutte le persone a chiudere gli occhi e farsi trascinare dal ritmo e dall’improvvisazione.  La palette colori vibrante e le campiture piatte dell’illustrazione, prendono ispirazione dal manifesto di Max Bill per il Montreux Jazz Festival del 1991.

Il programma del Festival

Mercoledì 8 settembre – le anteprime

Il programma prende il via mercoledì 8  alle ore 19:30 con una ghiotta anteprima. Nel nuovo parco della splendida Tenuta Poggio Casciano un percorso enogastronomico a ritmo di jazz a cura della Locanda Le Tre Rane Ruffino. Sul palco St. John Trio, un ensemble formato da tre vere e proprie eccellenze del jazz fiorentino ed italiano, nato qualche anno fa per rendere omaggio alla musica e alla sfaccettata e complessa personalità di uno dei più grandi eroi della musica afroamericana: John Coltrane.

Composto da Nico Gori (sax e clarinetto), Franco Santernecchi (pianoforte)  e Piero Borri (batteria)  il trio ospita il trombettista Flavio Boltri.  Un incontro inedito, una combinazione intrigante dalle sonorità nuove con cui gustare la musica e la lezione di una vera e proprio divinità del jazz, ossia il sopracitato Coltrane (Prenotazione obbligatoria al 378.3050219 e-mail hospitality@ruffino.it). 

Alle 20:15 di mercoledì 8 al Vip’s Bar di Piazzale Michelangelo Michele Papadia, uno dei tastieristi più versatili della scena italiana ed internazionale, Fabio Morgera, trombettista e compositore affermatosi giovanissimo con l’ottetto di Giorgio Gaslini, e Stefano Tamborrino, semplicemente uno dei migliori batteristi italiani, costituiscono l’Out of gravity Trio, il gruppo che chiude la serata di anteprima del Firenze Jazz Festival.

Giovedì 9 settembre

I suoni ancestrali delle origini, in un repertorio di canzoni ripescate nella memoria di due donne che collaborano nella musica come nella vita, sono l’ingrediente fondamentale del primo appuntamento di giovedì 9 settembre previsto alla biblioteca Thouar (ore 18 – ingresso libero posti limitati). Rosa Brunello e Camilla Battaglia si sono incontrate musicalmente nella primavera del 2017 a Berlino e sin da quel momento si è delineata la possibilità e la necessità di fare nascere un progetto artistico comune e di esplorare insieme, senza limiti di genere o direzione, nuovi sentieri musicali. Questo ha permesso la creazione di un repertorio eclettico di brani e canzoni che arrivano da tradizioni e paesi lontani, arricchito da una forza che si sprigiona naturalmente nelle loro performance dal vivo, oltre le barriere dei singoli generi musicali. Al Santarosa Bistrot alle 19:15 e alle 21:15 Francesco Cusa Jazz Assassins (ingresso libero). Talento poliforme, attivo come batterista, compositore, poeta e scrittore, Cusa è tra i fondatori, negli anni 90, dello storico collettivo Bassesfere e poi dell’etichetta discografica Improvvisatore Involontario.


La serata di giovedì prosegue con il Nexus 6t in Sala Vanni (ore 19:30 – ingresso 5/8 €), un gruppo che da 40 anni si esibisce in Europa e Stati Uniti, ha prodotto undici dischi, e realizzato collaborazioni internazionali di prestigio, tra cui quelle con Glenn Ferris, Enrico Rava, Mark Dresser, Herb Robertson e Roswell Rudd.

Alle 20 nel Garden Stage della Limonaia di Villa Strozzi va in scena il promettente quartetto Meraz, mentre alle 21:30 all’anfiteatro della Limonaia arriva Danilo Gallo con l’atteso progetto Dark Dry Tears (ingresso 8/10 €). Bassista eclettico, trasversale, rischiatutto, Danilo Gallo sale sul palco con un quartetto, a cavallo tra jazz e rock underground. Un gruppo con cui dà suono alla sua anima più recondita e malinconica, a tratti punk-grunge, dandole la possibilità di esprimersi appieno attraverso il linguaggio universale del jazz, che viene al tempo stesso rispettato ma anche portato all’estremo dai componenti del gruppo.  Con lui sul palco tre musicisti che non hanno bisogno di presentazioni: Jim Black (batteria), Francesco Bearzatti (sax tenore e clarinetto) e Francesco Bigoni (sax tenore e clarinetto). Poco prima, e più precisamente alle 20:15, al Vip’s Bar di Piazzale Michelangelo, in un evento speciale targato Aperol Spritz, si esibisce il Trio Manouche del chitarrista Maurizio Geri, con Tommaso Papini (chitarre) e Nicola Vernuccio (contrabbasso).

Venerdì 10 settembre

Sei le location coinvolte nella serata di venerdì 10 settembre. Si parte alle 18:15 in Sala Vanni, con la conferenza fra jazz e arte “Basquiat e King Zulu” curata da Francesco Martinelli, ma il programma entra poi nel vivo alle 19:30, sempre in Sala Vanni,  con una delle attesissime punte di diamante del nuovo jazz statunitense, quello più vitale e coraggioso: il sassofonista James Brandon Lewis. Al Firenze Jazz Festival porta “The Dead Lecturers”, una dedica all’arte e alla bellezza umana di Jean-Michel Basquiat. Al suo fianco il poeta, intellettuale, scrittore e fotografo Thomas Sayers Ellis, per uno spettacolo che fonde poesia militante, jazz, spoken poetry e hip hop.

Quasi in contemporanea, al Santa Rosa Bistrot, Zeno De Rossi si esibisce in due set, il primo alle 19:15, il secondo alle 21:15 (ingresso libero).  Batterista e compositore capace di muoversi con estrema abilità in contesti di musica jazz, sperimentale, d’avanguardia, pop e rock, il suo trio vede schierati due tra i talenti più apprezzati nell’ambito dell’improvvisazione contemporanea, Francesco Bigoni al sax tenore e clarinetto e Alfonso Santimone al fender rhodes.

Il programma del FJF a Villa Bardini viene aperto alle 19 dal giovane chitarrista veneto Luca Zennaro, già considerato come una delle più originali proposte del jazz italiano. Nel suo quartetto Michelangelo Scandroglio (Contrabbasso), Matteo Galeotti (batteria) e Chris Fishman al pianoforte. Classe 1996, Fishman è un musicista che va oltre gli stili e i generi musicali: negli ultimi anni ha collaborato con i più svariati tipi di artisti, da Flying Lotus e Louis Cole a Justin Brown e David Binney. 

Si prosegue ad altissimo livello, alle 21:30, con una stella del jazz italiano all’estero: Franco D’Andrea, che insieme a Enrico Rava, Paolo Fresu e Stefano Bollani, è di gran lunga il più famoso e prestigioso nome del jazz nostrano. Con ben 18 premi Top Jazz vinti nella sua carriera, di cui 10 nella categoria “Musicista italiano dell’anno”, Franco D’Andrea è considerato uno dei migliori pianisti contemporanei e rappresenta l’eccellenza che il jazz italiano ha saputo partorire negli ultimi 50 anni. Al Firenze Jazz Festival è alla testa del suo nuovo trio, New Things, insieme alla tromba di Mirko Cisilino ed alle chitarre di Enrico Terragnoli (ingresso 12/15 €).

Al Garden Stage della Limonaia Villa Strozzi Leonardo Radicchi & Nazareno Caputo, con il loro progetto Logos Duo, si concentrano sugli elementi essenziali della canzone, sviscerandone i principi compositivi attraverso modelli dalle più disparate tradizioni culturali (ore 20:00).

A pochi metri di distanza, nell’anfiteatro della Limonaia, un’altra punta di diamante della scena musicale afroamericana e vincitore del Grammy Award: David Murray. Al Firenze Jazz Festival è in testa al “Brave New World” un trio che è una vera “All Stars” con il contrabbasso di Brad Jones e Hamid Drake, uno dei migliori batteristi al mondo. Murray è partito dal free jazz per approdare a un jazz più “ecumenico” che ingloba il mainstream più moderno, la world music, la fusion, sempre tenendo saldi i legami con l’Africa ed il Sudamerica (inizio ore 21:30 – biglietti 12 / 15 €).

Al Circolo Rondinella del Torrino – alle 19:15 e alle 21:15 – “Our Favourite Ellington Trio: omaggio alla figura di Edward “Duke” Ellington, con Angelo Lazzeri (chitarra) Guido Zorn (contrabbasso) e Alessandro Fabbri (batteria).

La lunga giornata in musica di venerdì 10 settembre si conclude in bellezza all’anfiteatro della Limonaia con una jam session open stage in compagnia del Ferdinando Romano Trio (ore 23:30 – ingresso libero).

Sabato 11 settembre

Sabato il Festival torna nuovamente fuori città e più precisamente  al parco della Tenuta Poggio Casciano. Qui, alle 12:30, il programma propone un gustoso Jazz Brunch, che vede nuovamente protagonista James Brandon Lewis. Il musicista è stato definito dal The New York Times come il portatore di un linguaggio sassofonistico che affonda le sue radici in una tradizione che da Sonny Rollins arriva a David S.Ware, ed il “Saxophone Colossus” in persona, qualche tempo fa, aveva mostrato un forte apprezzamento per il giovane collega, definendo JB Lewis “un sassofonista che, avendo ben ascoltato i musicisti della tradizione, è dotato di tutto il potenziale per riuscire a fare grandi cose”. Promesse mantenute: lo scorso anno la storica rivista Down Beat ha proclamato tra gli emergenti J.B.Lewis come miglior sax tenore dell’anno. In questo concerto, in una prima assoluta, Lewis è accompagnato da una ritmica italiana di eccellenza, con il basso di Francesco Ponticelli e la batteria di Bernardo Guerra (Prenotazione obbligatoria al 378.3050219 e-mail hospitality@ruffino.it).

 
Alle 18, presso la Biblioteca Thouar, Step Two. Il secondo appuntamento del Firenze Jazz Festival con le musiche e la spiritualità di John Coltrane propone un duo che nasce dalla volontà di interpretare il linguaggio jazzistico operando per sottrazione: la formula proposta da Giovanni Benvenuti (sax tenore) e Francesco Pierotti (contrabbasso) permette di esaltare le qualità contrappuntistiche della musica, riuscendo così ad instaurare dialoghi scritti ed improvvisati.

Alle 19, ci spostiamo a Villa Bardini, dove Ferdinando Romano sale sul palco con il suo progetto di punta per questa edizione del FJF, ossia Totem. Il contrabbassista e compositore  ha vinto il #TopJazz2020,  il referendum della critica organizzato ogni anno dalla storica rivista Musica Jazz, come Miglior Musicista emergente italiano. Ospite sul palco il grande trombettista statunitense Ralph Alessi, musicista di punta dell’etichetta ECM e collaboratore di Fred Hersch, Steve Coleman, Ravi Coltrane, Uri Caine, Sam Rivers, Jason Moran, Don Byron e moltissimi altri (ingresso 8/10 €). 

Alle 20:15 “La carne e l’anima”, una conversazione sulla spiritualità nella musica di John Coltrane a cura di Stefano Zenni (ingresso libero), mentre alle 21:30 arriva uno dei concerti più attesi di questa edizione del Festival, e cioè quello del Tri(o) Kala. Dopo molti anni di palcoscenici condivisi, insieme a formazioni che li hanno visti accompagnare grandi artisti, Rita Marcotulli al pianoforte, Alfredo Golino Official alla batteria e Ares Tavolazzi al contrabbasso, hanno deciso di unirsi per divertirsi e regalarci forti emozioni. Il Tri(o)Kala è un discorso sul pop che si trasforma magicamente in jazz; il Trio interpreta grandi brani pop rivisitati in chiave unica, con sonorità nuove che solo tre artisti di questo calibro riescono a dare (ingresso 12/15 €).

Sempre nella serata di sabato 11 settembre, ma al Circolo Rondinella del Torrino, va in scena Muziki:  un trio che vede insieme il pianista, tastierista e compositore Franco Santarnecchi, la vocalist jazz Titta Nesti e la violoncellista e flautista Ellie Young. L’ensemble è il naturale approdo alla collaborazione intrecciata fra i tre musicisti in svariate altre formazioni tra le quali la Waves Orchestra (ingresso lbero – ore 19:15 primo set – ore 21:15 secondo set).

Immancabile anche l’appuntamento in Sala Vanni (ore 19:30 – ingresso 5/8 €). Qui il gruppo Tell No Lies si snoda tra incendiari frangenti improvvisativi e suggestivi incastri melodici. Il loro recente disco Anasyrma (Aut Records) nel quinto anno di attività della formazione suscita da subito numerosi apprezzamenti, che trovano conferma presso importanti testate.

Al Vip’s Bar di Piazzale Michelangelo il trioZone di Dario Cecchini con Fabio Morgera (ore 20 – ingresso libero). Da anni considerato uno dei migliori sassofonisti italiani Dario Cecchini è il fondatore e leader dei FUNK OFF, gruppo tra i più noti a livello nazionale e che da anni è ospite fisso di tutte le edizioni del Festival di Umbria Jazz. Con lui anche il sopracitato Morgera, musicista dalla lunga e proficua carriera nonché co-fondatore dei Groove Collective, con i quali ha vinto anche un Grammy.

Alla Limonaia di Villa Strozzi gli eventi da appuntare in agenda sono ben tre. Si parte alle 20 al Garden Stage con il trio di Michele Tino, affermatosi come uno dei rappresentanti più significativi della nuova scena musicale italiana, nonché come una delle voci più personali e richieste al sassofono contralto e tenore. Si prosegue con Mack all’anfiteatro della Limonaia: un cuore pulsante di hip hop, funk, jazz, neo-soul ed elettronica, ideale per gli appassionati delle sonorità di quella tradizione black che da J Dilla arriva fino ai classici della Brainfeeder di Flying Lotus (ingresso 8/10 €).Il progetto è nato da un’idea di due grandi talenti del jazz italiano contemporaneo, il batterista forlivese Marco Frattini (C’mon Tigre, Lucifour M) e il pianista mantovano Federico Squassabia (Friedrich, Indy Dibongue).

Il programma all’anfiteatro della Limonaia nella serata di sabato 11 settembre si conclude con una produzione originale “powered by” Heineken, ossia Dance in Villa.

Paolo Parpaglione, membro e fondatore dei Bluebeaters, è stato dal 1991 al 2005 una colonna portante del comparto fiati degli Africa Unite. Ha suonato inoltre con i Fratelli di Soledad, i Baustelle, gli Statuto, Malika Ayane, Willie Peyote e numerosissimi altri artisti. Fabrizio Vespa, voce storica dell’etere con programmi come Rai Stereo Notte e Suoni&Ultrasuoni, dopo aver suonato come dj nei maggiori club torinesi, ha partecipato a diversi progetti musicali come Motel Connection, PiemonteGroove, Movement, Glocal Sounds. Si è occupato inoltre della produzione esecutiva dell’album “The 12th Room” di Ezio Bosso. Al Firenze Jazz Festival si riuniscono in uno spettacolo a ritmo di electro swing i ballerini con le coreografie originali di Giulia Ferrara.

Domenica 12 settembre

Nell’ultima giornata del FJF, alle ore 11, si torna in Sala Vanni con il Piano Solo di Simone Graziano (ingresso 5/8 €), che in questi anni si è affermato per le sue doti di pianista e compositore. A Firenze presenta il suo ultimo lavoro, uscito per la Auand da poche settimane. “Embracing the future” – il suo primo disco in piano solo – possiede un suono speciale, un suono emotivo. Le tracce tutte originali eccetto la versione di “When the party’s over” di Billie Eilish, rimandano a vari mondi come la musica elettronica, la musica classica e la musica improvvisata.

©_ANGELO_TRANI

Alle ore 12:30, il Festival si sposta al Circolo Rondinella del Torrino per un nuovo speciale Jazz Brunch in compagnia di Silvia Bolognesi & Young Shouts (ingresso libero), con un repertorio ispirato dalle folk songs tradizionali afroamericane. Il progetto Young Shouts è uno dei fiori all’occhiello della vulcanica contrabbassista Silvia Bolognesi. La “line up” strumentale, nonché i frequenti momenti di improvvisazione collettiva, mostrano le caratteristiche del classico quartetto jazz moderno, in un coinvolgente equilibrio tra tradizione ed innovazione.

Alle 19:00, immersi nello scenario naturale del giardino nel cuore di Firenze di Serre Torrigiani, l’“Environmental Set” di Daniele Mana (ingresso libero): una suite tesa ed evocativa di elettronica beatless, quasi neo-classica, ora che esce il suo nuovo album troviamo che la sua musica ha catturato un virus alieno ed ha iniziato ad avere allucinazioni. Seven Steps Behind, il suo ultimo disco,  è un album elettronico che non suona sempre elettronico; gran parte del disco è stato creato per suonare come pianoforti, clavicembali, violoncelli e flauti preparati.

All’Anfiteatro Ultravox Firenze del Parco delle Cascine Anfiteatro Ernesto De Pascale va invece in scena la Festa Finale del FJF: un tributo all’appassionato Dj e conduttore radiofonico Freddie Villarosa, precocemente ed improvvisamente scomparso pochi mesi fa.

La serata prende il via, dalle 18:00 in poi, con un  maxi dj set, in cui dodici colleghi ed amici di Freddie si susseguiranno sul Vox Stage del pratone con selezioni musicali di tutti i generi musicali (ingresso libero)  per poi proseguire dalle 21:00 all’Anfiteatro con il doppio concerto dei Savana Funk e dei Don Karate (ingresso 3 € – l’incasso verrà devoluto all’Associazione Tumori Toscana).

I primi uniscono funk, rock e blues con jam incendiarie, groove irresistibili ed una presenza scenica invidiabile. Con un pubblico affezionato in rapida crescita e un crescente numero di concerti in tutta Europa hanno fatto uscire Tindouf, un nuovo album, molto atteso, per la indie Garrincha. Nel disco troviamo anche anche un featuring di Gianluca Petrella.

Don Karate è invece il progetto di Stefano Tamborrino, accompagnato da Pasquale Mirra (vibrafono ed elettronica)  e Francesco Ponticelli (basso elettrico). Il nuovo disco è la testimonianza di un viaggio all’interno di un universo musicale composto di nebulose elettroniche, groove hip hop e melodie strappate ad ascolti che lambiscono classica contemporanea senza però disdegnare la pop music. Dal vivo Don Karate si presenta con una formazione in grado di rendere appieno la ricchezza timbrica e la potenza delle sue composizioni.

In questa edizione FJF avrà una sua appendice con un “Bonus concert” previsto per il 18 settembre alle ore 19:30 alla Tenuta Poggio Casciano. Un ultimo appuntamento prima di salutare definitivamente il Festival, con un percorso enogastronomico a ritmo di jazz a cura della Locanda Le Tre Rane Ruffino. Protagonisti della serata il quartetto piano-less di Giulio Ottanelli Quartet with Michele Tino (prenotazione obbligatoria al 3783050219, mail: hospitality@ruffino.it), certamente una combinazione che offre numerose possibilità a livello compositivo e di improvvisazione.

Direzione Francesco Astore
Coordinamento Artistico Enrico Romero
Responsabile produzione Maura Bogi
Comunicazione e ufficio stampa Lorenzo Migno
Coordinamento Artisti e Logistica Cinzia Sanfilippo
Produzione tecnica Mario Corte
Segreteria Organizzativa Ilaria Perna
Co-progettazione Asya Benedini e Giulia Ferrara
Coordinamento Locali e volontari Jessica D’Acunto
Comunicazione web e social, grafiche Veronica Sisinni, Chiara De Marchis e Valentina Vella
Art Director Chiara De Marchis
Guest Artist Bessicla
Produzione Centro Spettacolo Network Soc. Coop.
Fotografi Giorgio Violino e Alessandro Botticelli
Videomaker Marco Perna e Luca Segato
Progetto grafico depliant Sun Studio
Coreografie Giulia Ferrara

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About Author

Sono nata in un caldissimo agosto del 1991 a Firenze e mi sono innamorata dell’arte da bambina, guardando un poster di Mirò appeso nel mio salotto. Da allora non ho mai perso questa passione che mi ha portato a laurearmi in Arte Contemporanea prima e poi in Critica d’arte affascinata sempre di più dall’idea che l’arte sia un linguaggio tanto universale quanto soggettivo, capace più di ogni altro di raccontare il nostro tempo