Minorca

Firenze-Minorca: il volo dell’estate porta dritto a tavola e in spiaggia

Da questa estate Minorca è un po’ più vicina a Firenze. La compagnia spagnola Vueling ha inaugurato il nuovo collegamento diretto.

Due voli diretti a settimana, il mercoledì e il sabato, fino al 12 settembre 2026, collegheranno l’aeroporto Amerigo Vespucci (Firenze) e l’isola balearica di Minorca. Tradotto? Si può partire dopo pranzo, atterrare nel Mediterraneo poco più di un’ora dopo e ritrovarsi, prima ancora del tramonto, davanti a un porto, una cala o una caña (tipico bicchiere o boccale di birra alla spina della tradizione spagnola) che sa già di vacanza.

Minorca oltre ad avere spiagge trasparenti, fari, muretti a secco e borghi bianchi, è anche un’isola da assaggiare in tutte le sue specialità. Meno rumorosa di altre destinazioni baleari, più defilata e rurale, conserva una cucina concreta, marinara e contadina insieme: aragoste, formaggi, insaccati speziati, dolci da colazione e prodotti che raccontano un’isola abituata a vivere di mare, pascoli e piccoli rituali quotidiani.

E allora il nuovo volo Firenze-Minorca può diventare anche una scusa perfetta per costruire un weekend lungo intorno al cibo. Ecco da dove iniziare.

Caldereta de langosta

Il grande classico minorchino è lei: la caldereta de langosta, o caldereta de llagosta, una zuppa di aragosta servita di solito in un tegame di terracotta. Non è un piatto leggero nel senso turistico del termine, è infatti ricco, intenso, profondamente marino. La base è un soffritto di pomodoro, cipolla, aglio ed erbe aromatiche, a cui si aggiunge l’aragosta locale, lasciata cuocere fino a dare corpo e sapore al brodo.

Il posto più iconico per cercarla è Fornells, piccolo villaggio di pescatori nel nord dell’isola, diventato quasi sinonimo di caldereta. Qui l’esperienza ha qualcosa di rituale. Si prenota, si arriva senza fretta e si divide il piatto al centro del tavolo.

Dove provarla: Es Cranc, a Fornells, è uno degli indirizzi storici più associati alla caldereta. Sempre a Fornells, anche Sa Llagosta è spesso citato tra i ristoranti più interessanti per questo piatto. A Ciutadella, Cafè Balear è un’altra insegna molto conosciuta per cucina di mare, aragosta e piatti legati alla tradizione marinara.

Queso de Mahón

Il Queso de Mahón, o Mahón-Menorca DOP, è uno dei prodotti simbolo dell’isola. È un formaggio vaccino a pasta pressata, dalla forma squadrata con angoli arrotondati, prodotto con latte di vacche allevate a Minorca. Il suo carattere cambia molto in base alla stagionatura; più morbido e lattico quando è giovane, più deciso, sapido e quasi piccante quando matura.

La cosa interessante è che non si tratta solo di un prodotto da tagliere. A Minorca entra nelle tapas, nelle insalate, nei ripieni, nei piatti caldi e nei menu contemporanei che lavorano sul territorio senza trasformarlo in folklore. È il tipo di formaggio che ti fa capire subito che l’isola non vive solo di mare: alle spalle delle calette ci sono pascoli, aziende agricole e una cultura rurale ancora molto presente.

Dove provarlo: per capirlo davvero, più che cercarlo solo al ristorante, vale la pena visitare una finca. Subaida, nell’interno dell’isola, organizza visite e degustazioni dedicate al formaggio Mahón-Menorca e ad altri prodotti locali. Per assaggiarlo in città, a Maó si può guardare a indirizzi come Ses Forquilles o Ses Culleres, dove il prodotto minorchino viene spesso inserito in una cucina più contemporanea e informale.

Ensaimada

L’ensaimada è il dolce che più di tutti unisce le Baleari. A forma di spirale, soffice e leggera all’apparenza, ha in realtà una storia molto concreta: il nome viene da saïm, lo strutto utilizzato tradizionalmente nell’impasto. Si mangia semplice, con zucchero a velo, oppure farcita con crema, cabello de ángel, cioccolato o altre varianti più golose.

È il dolce perfetto per il primo mattino. Si compra in pasticceria, si porta in spiaggia, si divide a colazione o si infila in valigia come souvenir gastronomico, facendo attenzione a non schiacciarla prima di arrivare a Firenze.

Dove provarla: a Ciutadella, Herbera Bakery è una delle pasticcerie più citate per le ensaimadas artigianali. Un altro nome da segnare è Forn Can Bep, sempre a Ciutadella, indirizzo tradizionale per dolci e prodotti da forno. A Es Mercadal, Cas Sucrer è un’altra tappa interessante per chi vuole esplorare il lato più dolce dell’isola.

Sobrasada di Minorca

La sobrasada è uno degli insaccati più rappresentativi delle Baleari: morbida, spalmabile, a base di carne di maiale, paprika e spezie. La versione minorchina ha una sua identità, spesso meno grassa e più equilibrata rispetto ad altre interpretazioni isolane. Il modo più semplice per capirla è con pane caldo, sobrasada spalmata sopra e, se capita, un filo di miele o un abbinamento con formaggio.

È un prodotto da aperitivo, da merenda salata, da colazione contadina e da tapas. Per un pubblico fiorentino abituato a schiacciate, salumi e merende robuste, è probabilmente uno dei sapori più immediati dell’isola.

Dove provarla: nei mercati e nelle botteghe gastronomiche di Maó e Ciutadella è facile trovarla da comprare e portare via. Per assaggiarla seduti, si può cercare nei bar che propongono il berenar pagès, la colazione o merenda contadina minorchina a base di prodotti locali, oppure nei locali di cucina informale che lavorano con tapas, pane, formaggi e insaccati dell’isola. Tra gli indirizzi contemporanei a Maó, Ses Forquilles e Ses Culleres sono due nomi da tenere d’occhio.

COSE DA FARE A MINORCA

Con il nuovo volo diretto da Firenze, Minorca diventa una di quelle mete estive facili da immaginare anche all’ultimo momento: partenza leggera, costume in borsa, magari un paio di giorni rubati alla città. Ma il consiglio è non fermarsi alla spiaggia più fotografata. Tra una caldereta e un’ensaimada, Minorca merita molto anche fuori dalla tavola. Per il mare, i grandi classici sono Cala Macarella, Cala Macarelleta, Cala Mitjana e Cala en Turqueta, tutte nella zona sud dell’isola: acqua trasparente, sabbia chiara e paesaggio mediterraneo da cartolina. Da aggiungere c’è Son Bou: La spiaggia più lunga dell’isola (oltre 2 km), ideale per lunghe passeggiate e perfetta per le famiglie. Chi cerca un volto più selvaggio può invece puntare verso nord, tra Cala Pregonda e Cavalleria, dove la luce cambia e l’isola diventa più ruvida.

Da vedere anche Ciutadella, l’antica capitale, perfetta al tramonto tra vicoli, palazzi e porto, e Maó, con il suo grande porto naturale e un centro storico vivace. Per una tappa più fotografica c’è Binibeca Vell, villaggio bianco affacciato sul mare, mentre Fornells resta l’indirizzo giusto per unire passeggiata e pranzo a base di aragosta. Prima di ripartire, vale la pena arrivare fino al faro di Punta Nati per il tramonto o percorrere almeno un tratto del Camí de Cavalls, il sentiero costiero che gira intorno all’isola.

ALTRI VOLI DA FIRENZE PER VIAGGIARE TUTTA L’ESTATE

La prima passeggera del volo diretto Firenze – Minorca

Vueling con il volo Firenze-Minorca ha ampliato ulteriormente il ventaglio delle destinazioni dirette già servite dal capoluogo toscano: Barcellona (con fino a 28 voli settimanali); Madrid (fino a 18); Londra Gatwick (fino a 17); Parigi Orly (fino a 17); Catania (fino a 5); Bruxelles (fino a 3). Per tutte le altre destinazioni disponibili visita il sito ufficiale dell’ Aeroporto Amerigo Vespucci.