Gelato al Sassicaia o quello all’Ornellaia?

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O forse meglio il sorbetto rosé realizzato con lo Sacalabrone?

Vi possiamo assicurare che tutti e tre i gusti sono davvero sublimi e li abbiamo assaggiati entrambi durante la tre giorni di Bolgheri Gelato Experience manifestazione alla quale siamo stati invitati a partecipare dal celebre gelatiere fiorentino Vetulio Bondi, autentico mattatore dell’evento.
Eh si, ci è toccato assaggiare dei gelati dai gusti davvero bizzarri e… un pochino costosi. Ma trovandoci nella patria dei Super Tuscans il malestro gelatiere non ha resistito così dopo una grande opera di convincimento le case madri dei tre vini si sono lasciate convincere condividendo con entusiasmo lo spirito della manifestazione.

Ma come è venuta l’idea al nostro amico Vetulio di realizzare questo fantastico gelato?

“Fare il sorbetto al vino, significa avere conoscenza della materia stessa, se poi il prodotto è di eccellenza tutto viene molto più facile. Il vino come tutti gli alcolici ha una parte zuccherina che fa da anticongelante quindi bisogna sapere bilanciare bene gli zuccheri e le fibre per dargli quella struttura che lo renda gradevole e non troppo freddo al palato. Ovviamente senza l’uso di monodiglicerici, senza l’uso dell’olio di palma.  L’idea nasce spontanea trovandosi nella patria dei Super Tuscans ma l’obiettivo è riportare alla memoria dei visitatori della manifestazione le “vecchie” merende, pane, vino e zucchero che le nonne realizzavano un tempo. Un’idea per non prendersi troppo sul serio per giocare con dei prodotti eccezionali simbolo del Made in Italy nel mondo”.

Fondamentale è stata la collaborazione delle aziende che si sono messe a disposizione affinché potessimo realizzare nuove “applicazioni” del loro vino; ringrazio in particolar modo Stefano Hunyady della tenuta San Guido produttrice del celebre vino Sassicaia, la signora Olga Fusari enologo di Ornellaia e la signora Luisa Foschetti  rappresentante della Tenuta Guado al Tasso produttrice del buonissimo Scalabrone. A queste persone va il merito della realizzazione di questo esperimento. In effetti la paura stava nel fatto che, portando il vino a bassa temperatura, questo avrebbe potuto deteriorare la struttura del vino stesso che invece è rimasta invariata grazie al corretto bilanciamento degli ingredienti”.

Un esperienza gastronomica unica che difficilmente potremmo ripetere, forse il prossimo anno se le aziende concederanno nuovamente questo lusso agli organizzatori.

 

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