Gli abiti di Marie Antoinette: il mito in mostra!

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FUL vi porta dietro le quinte di uno dei film più discussi – e applauditi – sulla figura della regina di Francia negli anni della grande rivoluzione. Abbiamo visitato la mostra “Marie Antoinette. I costumi di una regina da Oscar” al Museo del Tessuto.

 

Che siate o meno fan di Sofia Coppola, se amate la moda e le atmosfere barocche non potete non fare un salto alla mostra su uno dei capolavori della regista, che le è valso un Premio Oscar nel 2007 proprio per i Migliori Costumi, ideati da Milena Canonero.

Fino al 27 maggio 2018, infatti, il Museo del Tessuto di Prato – location scelta non a caso – ospita “Marie Antoinette. I costumi di una regina da Oscar” con l’esposizione degli abiti originali indossati per le riprese del film omonimo, realizzati dalla sartoria The One.  Noi di FUL lʼabbiamo amata e ve la raccontiamo così…

Fin dalla soglia, siamo stati catapultati in un mondo tanto immaginario quanto reale: quegli stessi abiti, così sfarzosi ed eleganti, indossati meravigliosamente dall’esile Kirsten Dunst – che interpreta Maria Antonietta nel film – erano a un solo passo da noi. Quasi che si potesse toccare con mano la sostanza di cui sono fatti i sogni. E le pellicole di quei sogni.
L’allestimento della mostra in sé è molto suggestivo: una sfilata di abiti, maschili e femminili, disposti su una lunga pedana che ci conduce dall’arrivo a Versailles fino al declino del regno e alla fuga da quel mondo incantato, passando attraverso le feste, gli incontri con il Duca di Fersen, i capricci di una giovane regina.
Che poi incantato quel mondo non lo era per niente, come scopriamo nella prima parte della mostra dedicata alla figura di Maria Antonietta, ritratta nel suo contesto storico, sociale e culturale: corsetti e sottogonne ricordano quanto una gabbia, seppur dorata come Versailles, rimanga sempre una gabbia.

Ci si immedesima qui in una giovane donna che, sebbene di nobile famiglia ed educata secondo i principi dell’epoca, si ritrova, poco più che adolescente, a diventare regina di un impero potentissimo.

Il viaggio attraverso il mito prosegue con i capi originali indossati dai principali attori, riportando alla mente i momenti salienti dell’opera della Coppola: la partenza dalla Corte di Vienna, il complicato abito con busto e doppia sottogonna della vestizione alla francese – deve essere una vera tortura – le sontuose vesti da ballo.

Concludono la sfilata di pizzi, corsetti e dettagli barocchi i costumi ideati per le scene di fuga dalla reggia di Versailles. Un momento, quest’ultimo, sicuramente tragico, ma che porta con sé la liberazione dalla rigida etichetta della corte francese.
Gioie effimere e fugaci passioni riprendono vita sotto i nostri occhi, in vesti che coniugano immaginazione, sogni di bambina e realtà socio-culturale settecentesca. Un’atmosfera che ci ha fatto sentire, almeno per qualche minuto, come le principesse e i principi delle fiabe.

Spezzoni del film di Sofia Coppola fanno da colonna sonora – e visiva – nelle sale: quale sfondo migliore per raccontare questa storia?

Se anche voi amate Maria Antonietta, gli intrighi di corte o avete una passione per gli abiti di epoche lontane, non perdete questa opportunità. Peraltro, il Museo del tessuto di Prato è una struttura meravigliosa a livello architettonico, che vale la pena scoprire… se non lo conoscete già!

per tutte le info visita il sito del museo del tessuto. 

Elisa D’Agostino

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