I Tarocchi Politici di Guerrilla Spam

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Il collettivo artistico Guerrilla SPAM ha realizzato la scenografia per il Copula Mundi Festival a Firenze, dipingendo oltre 70m di tela sul tema de ‘Le Minchiate’ ovvero l’antico mazzo di tarocchi fiorentino. La scenografia resterà installata e gratuitamente visibile nel parco di villa Favard in via di Rocca Tedalda 450, fino alla conclusione del festival Domenica 17 Giugno.

 

Lo scorso fine settimana siamo stati al festival Copula Mundi (ne abbiamo parlato qui) al Parco di Villa Favard di Firenze. Sono stati quattro giorni ricchi di eventi: tavole rotonde, contest, sport, arte e chiaramente tanta musica. Un’attenzione particolare è stata data alla street art e tra i principali ospiti compariva anche il collettivo Guerrilla SPAM  (li abbiamo conosciuti qui) che ha realizzato un’installazione veramente grandiosa.

I 70 metri di scenografia su tela si dispiegano come un gigantesco ciclo di affreschi orizzontale all’interno del parco di Villa Favard con lo scopo di raccontare per immagini l’Italia dei nostri giorni. Sono quelli realizzati da Guerrilla SPAM  dei “tarocchi politici” perché sfruttano il simbolismo delle “Minchiate” (tarocchi fiorentini del 1400) per parlare però di altro, descrivendo la società italiana in tutte le sue decadenze, piccole ingiustizie e brutalità.

L’iconografia riprende i disegni del mazzo di tarocchi Rosenwald (unico mazzo di Minchiate fiorentine di fine 1400 pervenuto a noi) mescolandola con quella dei pittori fiamminghi, alcune citazioni a Beato Angelico, all’arte paleocristiana e dei popoli sub-sahariani, ma soprattutto alle satire di Otto Dix e George Grosz e al libro, di quest’ultimo, “Il volto della classe dirigente”.

Si trovano così, sparsi nel ciclo pittorico, personaggi grotteschi che inseguono “Il Carro” per guadagnarsi due fili di grano (metafora fiamminga del denaro), o altri che bruciano e segano a pezzi una bilancia della “Giustizia” gridando “PRIMA IO! PRIMA IO!”. La “Casa del Diavolo” diventa l’allegoria di quell’Europa della chiusura che costruisce muri di filo spinato e si tappa le orecchie. Invece “L’Impiccato” è un giovane skater succube degli sponsor e delle marche consumistiche che lo rivestono da capo e piedi. In questo inferno dantesco l’unica figura positiva è quella del “Matto” che prosegue il suo cammino tra le incertezze di un percorso disseminato di spine, tra acqua e fuoco, deriso dalla società.

Questi tarocchi hanno dunque una base di “provenienza” fedele al tema, ma sono poi libere interpretazioni, sono allegorie dei tempi bui in cui viviamo. La critica comune che lega tutti i disegni non è diretta allo Stato, alle istituzioni o ai poteri forti, ma al cittadino comune, all’uomo medio che incarna tutta la decadenza della società nella sua più deludente banalità.

Il festival Copula Mundi farà il bis questo fine settimana, così, oltre alla possibilità di goderci ancora un sacco di eventi interessanti nel verde di uno dei parchi di Firenze, avremo anche l’occasione per vedere – o rivedere – una delle installazioni artistiche più grandi e originali che ricordiamo negli ultimi anni della nostra città.

Il progetto è stato curato da Matteo Bidini e Gianluca Milli (Street Levels Gallery e Progeas Family) per Copula Mundi Festival. Photo credits di Enrico Motsa Mai Tomassini.

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