Il teatro dell’infinito. Un viaggio sciamanico nello spazio urbano
Il 25 e 26 giugno il quartiere delle Cure ospiterà una performance itinerante che, a partire dagli spazi del teatro The Square, giungerà all’Area Pettini Burresi. Un vero e proprio viaggio iniziatico, alla scoperta di sé e del potenziale trasformativo di teatro, danza e musica.
Dopo il debutto a Lucignano lo scorso 15 giugno, che ha visto le strade del borgo permeate da azioni teatrali site-specific, Il Teatro dell’Infinito sbarca anche a Firenze. È un omaggio al quartiere delle Cure, a conclusione di un anno di residenza presso il teatro The Square che qui ha sede. Il progetto è frutto dell’impegno di 30 elementi – tra performer e musicisti – dell’associazione Genius Loci Performance, che da sei anni evoca lo spirito dei luoghi attraverso le forme espressive del movimento, della musica e della narrazione orale. Come tipico degli eventi del gruppo, anche questa volta si tratta di un’esperienza immersiva, basata su un lavoro collettivo su corpo e identità. In tutto il mondo il teatro, la danza e la musica sono nati come pratiche rituali, per mettere in contatto l’essere umano con la dimensione del sacro e del mistero. Per gli stregoni dell’antico Messico il teatro dell’infinito era una disciplina per liberarsi dalla propria maschera sociale e attingere alle energie più profonde: una volta abbandonato sé stesso, l’attore infinito può volare, apparire in più luoghi, trasformarsi in animale e in qualsiasi personaggio della tragicommedia umana.
Questo evento, quindi, nasce da un anno di co-creazione ispirata allo sciamanismo tolteco, la tradizione spirituale del Messico precolombiano resa celebre dai libri di Carlos Castaneda (1925- 1998). Il frutto di questo lavoro è un’opera interamente originale: nei testi, scritti dai partecipanti e curati da Francesco Gori; nelle musiche, composte da Francesco Gherardi e Lorenzo Pellegrini; nella coreografia e nei contenuti, che sono tratti dall’esperienza di vita di ciascun performer. La performance è concepita come un’iniziazione, che, costeggiando il Mugnone, ripercorrerà le tappe di formazione dei “guerrieri” toltechi, impegnati in una lotta interiore contro ogni forma di oppressione: dalla scoperta del proprio sitio, all’immersione nelle voci dei voladores – predatori di attenzione – fino allo scontro con i tiranos. Una volta imparato a fermare il mondo con la musica si può apprendere l’arte del sogno, che permette di viaggiare in mondi lontanissimi, per giungere infine all’ultima danza davanti alla morte, in cui il guerriero ricapitola tutte le sue battaglie e si prepara ad accendere il fuoco dal profondo, diventando tutt’uno con l’Infinito.

ll Teatro dell’Infinito, insomma, non è uno spettacolo, ma un vero e proprio viaggio: un viaggio nello spazio, fino al “deserto di Sonora”; un viaggio nel tempo, per entrare in dialogo con una tradizione antichissima; un viaggio nella mente, per scoprire i condizionamenti a cui siamo soggetti; un viaggio nel corpo, che sente, si muove, attraversa le strade della città; un viaggio nelle proprie emozioni. Così come un viaggio è stata la sua lavorazione: un’esperienza condivisa, frutto del lavoro collettivo di persone che hanno messo in gioco le proprie vite per trasformarle creativamente in esperienze universali, offrendole poi alla comunità. In un autentico rituale di condivisione e rimessa in circolo di idee, emozioni e memorie collettive.
La performance è aperta a chiunque desideri entrare in contatto con il proprio sé, sperimentando al contempo le suggestioni di un viaggio attraverso l’immaginario mesoamericano. L’evento si terrà in due serate (25 e 26 giugno 2025, ore 19.00) partendo dai locali di The Square (Via Domenico Cirillo, 1R). Da lì, si intraprenderà insieme un viaggio verso l’Infinito (e verso la frescura dell’Area Pettini). La prenotazione è obbligatoria ed è richiesto un contributo individuale di 10 euro (per prenotarsi e chiedere ulteriori informazioni, scrivere all’indirizzo info@geniuslociperformance.com). Seguendo l’esempio di Castaneda, potrete entrare in contatto con lo scopo ultimo di ogni vero viaggio: il potere personale, inteso non come politico, né economico, né sociale, ma come un potere che, senza imporre né sottrarre, impedisce a qualunque altro potere di avere presa su di sé. E la libertà assoluta. Persino di fronte alla morte…