La performance urbana “Rumori di Passi sul con-fine d’acqua”

In giro tra i Lungarni e il quartiere di San Frediano insieme all’artista Patrizia Menichelli alla scoperta dei margini, dei confini della città e non solo

Una passeggiata guidata tra racconti, letture e scritture, momenti di riflessione a occhi chiusi, mappe ed esercizi per allenare il nostro modo di guardare e di sentire. ” Rumori di Passi sul con-fine d’acqua” è un’esperienza poetica itinerante che attraverso il linguaggio del teatro poetico sensoriale porta i partecipanti alla scoperta della città – in questo caso Firenze – focalizzandosi sui confini geografici e non. Attraversare “i margini” di luoghi fisici e concreti porta il pubblico spontaneamente a riflettere sul proprio percorso personale, sulle proprie barriere invisibili. L’intera performance è condotta da Patrizia Menichelli che si è occupata anche della drammaturgia insieme a Giovanna Pezzullo – la quale si è occupata anche della regia – prodotta da Artisti Drama con il patrocinio della Città Metropolitana di Firenze e nasce da una collaborazione tra Arcadia Ars in, La Inefable e Drama Teatro. L’iniziativa – alla sua seconda edizione (la prima si è tenuta l’anno scorso a Firenze) – seguendo sempre gli itinerari dell’acqua coinvolge quest’anno diverse città non solo italiane: da Roma infatti si sposterà nella primavera 2023 a Barcellona. Le due prime giornate fiorentine si sono tenute venerdì 14 ottobre e sabato 15 ottobre, noi di FUL abbiamo partecipato ad una di queste immergendoci nella narrazione e lasciandoci trasportare in una Firenze inedita.

L’esperienza

Tutto è iniziato a Ponte alla Vittoria, il punto di ritrovo dei partecipanti che si incontrano come perfetti sconosciuti per intraprendere questo viaggio insieme. La narrazione prende la voce – carismatica e coinvolgente – di Patrizia che ci invita ad accettare di perdere tempo lasciandoci alle spalle il paradigma alla base della nostra società che premia la velocità. A volte è necessario andare più piano per cogliere le cose belle ed essere aperti all’inatteso. Ci siamo addentrati nella città seguendo l’acqua e i suoi confini geografici trasformandoci in dei viandanti attenti a cogliere demarcazioni e punti di connessione che si presentavano davanti a noi. Le mura, le porte, i cancelli, le finestre hanno generato riflessioni e ragionamenti. Quello che inizialmente appariva come un percorso marcato da punti di riferimenti fisici e concreti si è spostato nel nostro io e ci ha costretti – dolcemente – all’introspezione. La realtà esterna attraverso i suoi elementi ci ha permesso di ascoltare il nostro mondo interiore e di avvicinarci a quello degli altri. Infatti, leggendo insieme delle lettere o discutendo di cosa suscitava in noi un dettaglio, da perfetti sconosciuti ci siamo ritrovati ad essere perfetti conoscenti data la condivisione di un’esperienza comunque intensa ed intima.

Soffermarci è un verbo di cui spesso dimentichiamo l’esistenza e conseguentemente non ci permettiamo di andare oltre, di conoscere il nuovo, rimaniamo ancorati al centro di un unico modo di vedere e così sorprenderci diventa sempre più difficile. “Rumore di passi” sembra avere proprio l’obiettivo di spingerci delicatamente a posare lo sguardo su elementi che non avevamo mai colto o almeno non da quella prospettiva, osservare cose apparentemente insignificanti innesca una piccola rivoluzione che allarga i pori del nostro sentire e ci dona un nuovo sguardo. Comprendiamo, così, di essere anche noi perennemente in viaggio, di essere noi stessi confini e che possediamo il potere non solo di dividere ma anche di unire e legare due luoghi distanti creando così associazioni inedite ed uniche. Proprio come l’acqua – simbolo perfetto di questo progetto – così anche noi siamo limiti fluidi e in movimento. Con Patrizia abbiamo esplorato la nostra città interiore e alla fine del cammino è stato chiaro che a volte basta un passo per oltrepassare delle delimitazioni fisiche e non, per spostarci dal centro ai margini verso l’altrove così da arricchirci e conoscere mondi diversi.

L’intero percorso è, inoltre, anche una via diversa per scoprire una città e un suo quartiere sia per chi è del posto che per chi lo visita per la prima volta. Nello specifico a Firenze sono liberi ancora dei posti per la prossima giornata domenica 23 ottobre alle 11:00 o alle 15:30 (è richiesta la prenotazione così da organizzare i gruppi).

Patrizia Menichelli e Arcadia Ars In

Artista, formatrice, performer, costumista e scenografa; Patrizia Menichelli dal 1996 si dedica alla ricerca di metodologie poetiche sensoriali applicate al teatro, all’educazione, ai processi artistici di partecipazione sociale. Fa parte del Teato de los Sentidos di Barcellona, diretto dal Maestro Enrique Vargas ed è uno dei ricercatori-insegnanti della compagnia. Crea progetti indipendenti, sia performativi, che formativi, installazioni/spettacolo e laboratori/esperienze. Ha fondato e dirige Arcadia Ars In (Aps), un’associazione culturale che diffonde la conoscenza e lo sviluppo di discipline psico-corporee, artistiche e di ricerca teatrale, come lo studio della poetica sensoriale. Quest’ultimo è condiviso con un gruppo internazionale di artisti interessati a creare progetti interdisciplinari, come con l’associazione La Inefable di Barcellona. 

Patrizia Menichelli – ph.Selena Franceschi

Domenica 23 ottobre h 11.0 e h 15.30

Tra i Lungarni e S. Frediano: un’esperienza poetica a piccoli gruppi su prenotazione, più orari giornalieri.

Prenotazione indispensabile  +39 353 443 8919    a.culturaarcadia@yahoo.com 

http://www.arsinteatro.it/

Facebook: Arcadia Ars In

Instagram: @Arcadia_Ars_In

Foto di Angela Trantanovi e Ivana Caffaratti

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