al St. Regis un viaggio musicale in chiave swing, da Napoli a New York tra gastronomia e intrattenimento
Lo scorso 8 marzo, presso il prestigioso The St. Regis Florence si è svolta una serata Orchestra & Glamour, dedicata all’incontro tra alta cucina e intrattenimento musicale.
Nel raffinato salone Winter Garden dell’hotel St. Regis – Chiave Michelin 2025 e nominato miglior hotel di Firenze ai Travel Leisure World’s Best Awards 2024 – gli ospiti hanno preso parte a un’esperienza conviviale in cui la musica ha accompagnato il percorso gastronomico ideato dall’Executive Chef Gentian Shehi.
L’atmosfera della serata ha evocato il fascino degli anni Venti del Novecento, con un intreccio armonioso tra cultura, arte e convivialità.
Protagonisti dell’evento sono stati il menù degustazione e la performance dal vivo della St. Regis Orchestra che ha proposto un viaggio musicale in chiave swing da Napoli a New York.

L’iniziativa si inserisce nel progetto culturale promosso dal marchio St. Regis, che mira a rievocare lo spirito originario dell’hotel: un luogo in cui l’ospitalità di lusso si fonde con la musica dal vivo, trasformando le eleganti sale in veri e propri spazi di incontro e di espressione culturale.
Un’esperienza immersiva
Musica e cucina sono da sempre considerate linguaggi universali capaci di accompagnare e arricchire i momenti di convivialità. È proprio su questo dialogo tra arti che si fonda il Grand Tour della St. Regis Orchestra, ideato per offrire agli ospiti un’esperienza sensoriale completa.
La serata si è aperta con un brindisi di Trento DOC Ferrari Perlé Rosé, l’inizio di un percorso degustazione di sei portate ideato dallo Chef Gentian Shehi. Il menù, a prevalenza di pesce, ha valorizzato ingredienti di alta qualità attraverso abbinamenti raffinati e presentazioni curate nei dettagli, dando vita a piatti capaci di coniugare estetica e gusto.

L’entrée ha proposto chips di riso allo zafferano accompagnate da maionese di soia, un antipasto leggero ma ricco di sfumature aromatiche. A seguire, un elegante crudo di gamberi rossi con burrata, capace di esprimere freschezza ed equilibrio.
Le prime portate sono state accompagnate da un intrattenimento musicale di grande impatto: un’orchestra composta da undici elementi tra musicisti e cantanti.
Le voci di Coky Ricciolino, Frankie Micheli e Gabrio Gentilini hanno reinterpretato celebri brani del repertorio italiano in chiave swing: nuove sfumature musicali a canzoni iconiche. Tra queste, una rivisitazione di “Via con me” di Paolo Conte e di “Mambo Italiano” resa celebre da Dean Martin. Brani che hanno ri-evocato il tema della serata: un viaggio ideale da Napoli a New York.

Lusso e cultura
La serata è proseguita tra i tavoli del Winter Garden, dove la raffinatezza della cucina e l’eleganza della sala hanno contribuito a creare un contesto dal forte valore culturale, capace di coniugare gastronomia e performance musicale.
Il percorso degustazione è continuato con un primo piatto che unisce semplicità e raffinatezza: ravioli di cernia con salsa al pomo-D’Oro, una reinterpretazione della tradizione arricchita dall’utilizzo del pomodoro datterino giallo, capace di conferire al piatto delicatezza e luminosità.
Il dialogo tra cucina e ambiente è stato uno degli elementi distintivi della serata. I toni dorati degli arredi del salone si riflettevano simbolicamente nel colore del datterino giallo del piatto, mentre in sottofondo l’orchestra proponeva una reinterpretazione di “Lasciatemi Cantare”, valorizzando in particolare la profondità degli strumenti a fiato.

Un coinvolgimento senza tempo
La serata d’autore ospitata dal St. Regis ha rappresentato un omaggio allo stile di vita italiano del secolo scorso, evocato attraverso musica, danza e convivialità. Allo stesso tempo, la proposta culinaria dello Chef ha mantenuto uno sguardo contemporaneo, come dimostrato dal piatto “Cacciucco My Way”, reinterpretazione personale del tradizionale cacciucco livornese.
Il piatto è stato qui presentato in una veste più sofisticata, pur mantenendo riconoscibile la ricchezza del pesce nel suo guazzetto.

Anche il dessert ha seguito questa linea di reinterpretazione. Il classico sorbetto di fine pasto in una variante al frutto della passione, è stata una scelta che ha conferito al finale del percorso degustazione una nota fresca ed esotica.
Una conclusione che ha suggellato una serata caratterizzata da eleganza, convivialità e intrattenimento. Un’ospitalità autentica che rappresenta una delle espressioni più affascinanti del ‘vivere all’italiana’.