SFIGA DI GRANO – La guida (sfigata) per celiaci a Firenze

Ciao, sono @emiliagistri e a 30 anni ho scoperto di essere celiaca. Fino a ieri mi ingozzavo di carboidrati senza farmi alcun tipo di problema, oggi mi ritrovo al supermercato a leggere compulsivamente le etichette. Ma non disperiamo! Essere celiaci a Firenze non vuol dire rinunciare a mangiare bene. Certo, il primo impatto è traumatico, perché subito pensi: “addio schiacciata, addio lasagna della nonna della domenica, addio kebab presi al volo alle 3 di notte”. Ma poi scopri che esistono ristoranti dove puoi sentirti normale e, sorprendentemente, mangiare anche bene.

“Sfiga di Grano” è la guida per te che vuoi mangiare fuori senza sentirti l’unico sfigato del gruppo. In ogni numero di F.U.C.K troverai tre nuove dritte per dire F.U.C.K. alla sfiga (e al glutine), senza però rinunciare al gusto e alla compagnia!

sfiga di grano

1. La Bodeguita del Bito – Signa

Questa volta niente tavolo, niente servizio: pizza da asporto a casa di un’amica. Già così sarei stata felice. Perché di solito non trovo mai pizzerie vicine che facciano anche la pizza senza glutine: o me la vado a prendere lontano e la mangio fredda, o porto la mia triste surgelata spiegando tutte le regole del caso. Poi succede la cosa più bella: mentre aspetto, mi regalano un pezzo di schiacciata fumante senza glutine. Un gesto semplice, ma che per noi sfigati vale tantissimo. Da quando sono celiaca queste attenzioni mi capitano spesso e ogni volta fanno la differenza. La pizza? Buona davvero. E mangiata con le amiche, senza ansia, senza paranoia: top!

2. Trattoria La Casalinga – Santo Spirito

Dicembre è il mese delle cene: famiglia, amici, lavoro. Per me è il primo Natale senzaG e parto già prevenuta. Mi scoccia sempre essere quella che complica la scelta del posto. Sul sito della Casalinga leggo: “Piatti gluten free, ma non cucina dedicata”. Traduzione mentale: pericolo. Crackers di sicurezza in borsa e parto già rassegnata. Poi arriva la svolta. Il cameriere mi ascolta e mi dice: “Mio figlio è celiaco”. Da lì cambia tutto. Mi spiega come lavorano in cucina, cosa posso mangiare, mi rassicura sull’antipasto condiviso (un’insalata di carciofi e parmigiano) e me lo porta prima, per evitare contaminazioni. Mi consiglia un tortino vegetale e una pasta con crema di carciofi. Buonissima. Scarpetta con pane senzaG, solo per me. Lui felice, io di più: una cena di lavoro normale. Finalmente.

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3. Tosca – San Lorenzo

Nuovo locale in Via del Canto de’ Nelli. Salumi toscani, formaggi, vini del Chianti e schiacciata fragrante. Ci vado con un’amica, compagna senzaG, e con Sara, aka @vh.ro, l’illustratrice che mi ritrae in ogni numero. Ormai è un rito: ordiniamo tutto senzaG, così dividiamo e assaggiamo più cose. Schiacciante unte, buone, condivise. Perché a volte il “senza glutine” passa per salutare, leggero, punitivo. No. Io voglio mangiare unto e bisunto come tutti gli altri. E qui si può. Che bello!

Questi sono gli ultimi tre posti che hanno reso il mio primo inverno senzaG un po’ meno sfigato. Come sempre: se hai altri indirizzi da consigliare, esperienze tragicomiche da condividere o vuoi solo dire “Ti capisco sorella”, scrivimi. Perché essere celiaci può essere una sfiga. Ma almeno, insieme, possiamo riderci sopra.


Articolo proveniente dal numero invernale del magazine F.U.C.K. (Florence Urban Cocktail Kitchen)