Premio Strega 2020: il super favorito è il fiorentino Sandro Veronesi

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A capo dei sei finalisti del Premio Strega 2020, c’è il toscano Sandro Veronesi con il suo ultimo libro Il colibrì . Il romanzo è il super favorito con 210 voti. «Un romanzo potentissimo che incanta e commuove sulla forza struggente della vita» e considerato da La Lettura come Migliore libro dell’anno.

Premio strega 2020: i sei finalisti

Già vincitore del Premio Strega nel 2006 con Caos Calmo, Veronesi questa volta si contenderà il premio con altri 5 finalisti. Non è infatti la solita cinquina: quest’anno i finalisti sono sei. Dopo di lui, al secondo posto ci sono due autori: Gianrico Carofiglio con La misura del tempo (Einaudi) e Valeria Parrella con Almarina (Einaudi), entrambi con 199 voti.
Li seguono Gian Arturo Ferrari con Ragazzo italiano (Feltrinelli), 181 voti, Daniele Mencarelli con Tutto chiede salvezza (Mondadori), 168 voti, proclamato anche vincitore del Premio Strega Giovani 2020. Infine, Johnatan Bazzi con Febbre. Il 2 luglio la proclamazione del vincitore.

Il colibrì: chi è l’autore Sandro Veronesi

Nato a Firenze nel 1959, si laurea in architettura con una tesi su Victor Hugo e la cultura del restauro moderno. Il suo romanzo d’esordio è del 1988, Per dove parte questo treno allegro, al quale seguono Gli sfiorati (1990) e Venite, venite B52 (1995). Sempre negli anni 90, inizia a scrivere libri giornalistici come Cronache italiane e Occhio per occhio (1992), iniziando poi a collaborare con Rai 3, dove è autore e conduttore del programma televisivo Magazzini Einstein. Nel 2000 pubblica La forza del passato, vincitore del Premio Campiello e del Premio Viareggio.
Nel 2006 vince il Premio Strega grazie al romanzo Caos calmo, uscito l’anno precedente, diventato un film di Antonello Grimaldi, con protagonista Nanni Moretti.
Nel novembre 2015 lascia Bompiani, per approdare a La nave di Teseo. Con il nuovo editore pubblica Un dio ti guarda nel 2016, Cani d’estate nel 2018 e Il colibrì nel 2019.

premio strega 2020

Il colibrì di Sandro Veronesi: trama

Racconta la storia di un uomo, Marco Carrera, che è il colibrì. Il colibrì è l’uccello più piccolo al mondo, con la capacità di rimanere quasi immobile per aria grazie a un frenetico e rapidissimo battito alare, che gli consente prodezze di volo inimmaginabili, come volare all’indietro. Così come il colibrì, Marco Carrera sembra essere trascinato nel suo passato senza precipitare, ma resta immobile, fermo a mezz’aria. Punta a eludere ogni sorta di cambiamento attraverso tutto ciò che fa, ma il cambiamento è inevitabile. E intorno a lui, Veronesi costruisce un mondo intero, una galleria di personaggi indimenticabili, un’architettura romanzesca perfetta come i meccanismi di un orologio, che si muove tra i primi anni ’70 e il nostro futuro prossimo, con una storia colma di dolore.

«Racconta con sapienza la crudeltà del vivere e, inevitabilmente, del morire soffrendo, ma lascia una porta aperta che riguarda chi verrà dopo a portare la pace e il benessere, un’età dell’oro, in un mondo finalmente ibrido e affratellato» – Robinson

«Il colibrì andrebbe lanciato nello spazio per far sapere agli extraterrestri come eravamo, come siamo stati, come avremmo voluto essere. Da questo romanzo, pieno di coincidenze e collisioni fatali e maligne, si esce imparando la lezione più difficile, quella di morire restando vivi» – Antonio D’Orrico, Corriere della Sera

«Uno dei romanzi più belli degli ultimi dieci anni» – Vincenzo Mollica

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Miriam Belpanno

Carrie Bradshaw è il mio alter ego ma anche Bridget Jones. Composta di carne, ossa e 70% di caffeina. Sono appassionata di libri, arte, cinema, viaggi e sessualità. Intraprendo sempre strade diverse, cercando di occuparmi di qualsiasi cosa che mi è sottomano e che merita di essere raccontata, scritta, letta.

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