UFFIZI, STANZA 90, IL BUIO E LA LUCE: CARAVAGGIO.

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Un viaggio nel tempio dell’arte di Firenze, nella sala di un pittore geniale, avvolto dal mistero 

Entriamo nella “stanza 90” della Galleria degli Uffizi e tratteniamo il respiro; davanti ai nostri occhi esplode un gioco di ombre e luci, si avverte una tensione drammatica nell’osservare tre dipinti, tre meraviglie di un artista che rivoluziona non solo il mondo della pittura, ma l’intero universo della rappresentazione.

Sono doni ricevuti da Firenze, gemme preziose che la città conserva nel suo oracolo dell’arte; la mano, inconfondibile dell’autore, è quella di colui che molti indicano come il primo vero “fotografo” della storia, un genio che fa della luce e del buio ispirazioni e concetti delle sue creazioni: Michelangelo Merisi, meglio conosciuto come Caravaggio

Questi tre quadri presentano soggetti diversi, esprimono significati particolari, sono manifestazioni di tecnica e conoscenza: il “Bacco”, il “Sacrificio di Isacco” e “Lo scudo con la testa di Medusa”.
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