LA RINASCITA DEL CASTELLO DI SAMMEZZANO
Il celebre Castello di Sammezzano a Leccio (Reggello), icona dell’orientalismo e dell’eclettismo architettonico europeo, si prepara finalmente a tornare a nuova vita, grazie all’avvio del progetto di restauro e valorizzazione guidato dalla Famiglia Moretti.
Il Castello di Sammezzano ha origini antiche, con tracce di insediamenti romani e successivi ampliamenti medievali. Nel XVII secolo fu acquistato dalla famiglia Ximenes d’Aragona, ma fu Ferdinando Panciatichi Ximenes, nel XIX secolo, a trasformarlo radicalmente: tra il 1853 e il 1889 lo riplasmò in stile moresco, ispirandosi all’arte islamica, indiana e persiana, creando un edificio unico in Europa con 365 stanze ornate da motivi esotici e simbolici. Dopo la sua morte, il castello conobbe un periodo di decadenza, fu utilizzato come hotel negli anni ’70, e successivamente abbandonato, diventando oggetto di interesse per la sua straordinaria architettura e storia.
L’impegno per la sua rinascita è stato preso dalla Famiglia Moretti, che guida un’operazione meticolosa e rispettosa dell’inestimabile patrimonio storico, artistico e naturale del complesso. La fase operativa di questa rinascita è stata avviata con concretezza, a partire dall’inizio di settembre 2025, focalizzandosi inizialmente sui lavori di messa in sicurezza. Mercoledì 15 ottobre 2025, sono stati ufficialmente avviati i lavori per rendere sicuro il Castello, un passo cruciale per restituire vita e splendore a questo capolavoro. Ginevra Moretti, Amministratore Delegato di SMZ srl, descrive Sammezzano come “un sogno fiabesco, prima di tutto valoriale”.

Per la Famiglia Moretti, il progetto rappresenta un “impegno concreto verso la tutela di uno dei pochi esempi rimasti di architettura orientale ed eclettica in Europa”. Successivamente alla messa in sicurezza, il piano prevede l’avvio delle fasi amministrative e operative, da gestire in concerto con tutte le istituzioni coinvolte. L’aspirazione è chiara: aprire il piano nobile del Castello come patrimonio museale, insieme al parco monumentale. L’intento ultimo è quello di restituire questo tesoro unico alla collettività, affinché non sia più un bene dimenticato. Il progetto di valorizzazione non si limita alla dimensione museale, ma abbraccia anche una dimensione esperienziale di alto livello.
Come sottolinea Maximillian Fane, coinvolto direttamente anche nella gestione della cruciale parte forestale e botanica, l’intenzione è quella di creare esperienze culturali che coesistano armoniosamente con la natura museale del Castello e con la rigorosa tutela del parco monumentale, che è un “primo impegno concreto“. La vocazione storica del Castello come luogo di incontro e bellezza sarà preservata, integrando elementi di ospitalità ed eventi in armonia con il contesto.

L’avvio di questi importanti lavori, dopo un lungo periodo di attesa e incertezze, è motivo di grande orgoglio, ma soprattutto di responsabilità. Giorgio Moretti evidenzia che la famiglia si impegna non solo finanziariamente, ma anche operativamente, grazie all’entusiasmo e alla passione di Max e Ginevra. Questo impegno è volto a restituire “vita, dignità e futuro a un bene di una bellezza unica”. Egli rimarca che Sammezzano è un patrimonio di tutti, e che tutti dovrebbero avere il privilegio di visitarlo almeno una volta nella vita.
I protagonisti di questa impresa necessaria, affiancati da un team specializzato, stanno lavorando per immaginare e concretizzare un futuro in cui Sammezzano possa tornare a essere un bene culturale vivo, accessibile a tutti, tutelato con rigore e in dialogo costante con il mondo. E noi di FUL vi terremo sempre aggiornati sull’avanzamento dei lavori, in trepidante attesa di poterlo visitare.
Foto: ©Alessandro Moggi