film l'anno nuovo che non arriva

“L’anno nuovo che non arriva”, un film da vedere

Tra i film da vedere durante le festività, consigliamo questa commedia “nera”, ambientata nel 1989 in Romania durante i giorni della caduta del regime comunista di Ceausescu. Premiato al Festival del cinema di Venezia, è in proiezione allo Spazio Alfieri fino al 27 dicembre.

Bucarest, dicembre 1989. Il regime comunista di Nicolae Ceausescu che per quasi cinquant’anni ha chiuso la Romania in una bolla sta per crollare. Mentre l’esercito reprime le rivolte popolari scoppiate a Timisoara il 22 dicembre, che i media cercano di camuffare, sei personaggi si trovano sull’orlo di un baratro esistenziale e stanno per precipitare proprio come gli eventi politici del loro Paese.

Il regista Stefan deve salvare lo spettacolo di Capodanno della TVR: l’attrice principale fuggita va rimpiazzata con l’attrice teatrale Florina, che però detesta il dittatore. Laurentiu, intanto, figlio del regista, medita di scappare in Jugoslavia a nuoto. Ionut, agente segreto della Securitate (la temibile polizia segreta del regime), deve sorvegliare lui e i suoi amici, ma è incapace di allontanare la madre Margareta dalla sua casa prossima alla demolizione. Intanto Gelu, operaio traslocatore dello stabile, è nel panico: il figlioletto ha imbucato la letterina a Babbo Natale in cui chiedeva la morte di “zio Nicolae” come regalo per il papà che detesta il dittatore, ma deve partecipare alla manifestazione a suo sostegno.

Il regista Bogdan Muresanu nel 2018 è stato European Film Award per il miglior corto e candidatura all’Oscar nella stessa categoria per The Christian Gift. Sei anni dopo, il film breve è diventato canovaccio per questo lungometraggio che ha ottenuto il meritatissimo premio per il Miglior Film a Venezia 81 nella sezione “Orizzonti”.

Campionando un’umanità varia, prostata ma speranzosa, in bilico tra un presente che è sofferenza e un futuro di liberazione che tarda a schiudersi, elevandone ferite, traumi, slanci di cambiamento, alleggerendone psicosi, nevrosi e isterie nel registro farsesco, Muresanu ha confezionato un’irresistibile atto d’accusa civile ridicolizzando la forza brutale e pervasiva del regime di allora, che aveva reso la Romania una grande prigione.

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L’anno nuovo che non arriva (titolo originale Anul Nou care n-a fost) è un dramma costruito come una commedia “nera” e un esempio della vitalità del cinema romeno. Notevole la lunga sequenza dei 20 minuti di chiusura dove si fondano senza soluzione di continuità filmati d’archivio nell’azione, catturando l’impatto esilarante della storia in divenire, proprio in sintonia con il finale tragico della rivoluzione: il processo sommario e la la fucilazione del dittatore.

Direttore di FUL magazine e membro della redazione dal 2017. Ho realizzato reportage su vari temi tra cui: il fenomeno hooligans agli Europei di calcio in Francia (2016), il primo Pride dell’Ucraina a Kiev (2018), la questione del confine orientale tra Italia e Jugoslavia (2020), la protesta dei lavoratori ex-Gkn di Campi Bisenzio (2021), il vertice NATO in Lituania a Vilnius (2023). Ho coperto svariate edizioni della rassegna di moda “Pitti Uomo” e partecipato come inviato al Festival del Cinema di Cannes nel 2024.