Cristoforo Colombo: cosa lega la scoperta delle Americhe a Firenze?

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Palos, 3 agosto 1492, poco più di cento uomini in fibrillazione caricano tre navi pronte a salpare, sono tre caravelle, una tipologia d’imbarcazione avveniristica e veloce per l’epoca: la Nina, la Pinta e la Santa Maria, in quel momento nessuno dei presenti s’immagina che diventeranno le navi più celebri dell’intera storia umana.

Il capitano è un uomo temerario, ambizioso e senza scrupoli, da anni sogna un’impresa impossibile, ha passato notti insonni a sfogliare le incredibili memorie di Marco Polo: il suo nome è Cristoforo Colombo e brama di raggiungere le Indie, via mare.
Ha tentato di convincere Giovanni II di Aviz, detto ‘il severo’, re del Portogallo, a prestargli la somma necessaria per compiere un viaggio straordinario, che avrebbe consegnato al sovrano una fama eterna. Ma le velleità di Colombo s’infrangono sul no del regnante, così, l’intraprendente genovese lascia Lisbona per approdare in Spagna.

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