La lettera dei Ristoratori Toscani a Nardella e Rossi

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3 – Credito Fiscale ai  Locatori Commerciali per Canoni Non Goduti in quarantena

Così come noi imprenditori siamo a rinunciare alla totalità del nostro fatturato, anche i locatori dei fondi commerciali dovrebbero essere chiamati a sostenere un sacrifico almeno temporaneo.

Risulta infatti alquanto irragionevole chiedere a chi si trova in situazione di totale illiquidità, avendo sospeso tutte le sue entrate, di pagare per un bene che, per legge,  non rientra temporaneamente nelle sue disponibilità, offrendo un credito d’imposta del 60%. Per aituare le nostre aziende, che danno lavoro a milioni di famiglie, le misure da adottare devono essere volte a creare liquidità e non ad assorbirla. Un credito di imposta riconosciuto al locatore per i canoni non goduti durante la quarantena, andrebbe esattamente in questa direzione.

4 – Estensione della cedolare secca a contratti commerciali agevolati

Al fine di favorire il raggiungimento di accordi privati tra i locatori commerciali e gli imprenditori che si trovano a far fronte ad un costo non più sostenibile, è ragionevole richiedere l’estensione della cedolare secca al 10% (prevista dal decreto mille proroghe a favore dei comuni colpiti da eventi calamitosi) ai locatori, siti in comuni fortemente colpiti dal calo turistico, che accettano la riduzione dei canoni al 50% per i 18 mesi a partire dalla data di riapertura.

Una cedolare secca al 10%, applicabile ai redditi IRPEF delle persone fisiche e giuridiche, operanti nel settore immobiliare, della durata di 4 anni, reintegrerebbe totalmente le perdite subite dai locatori che accettano di dimezzare il canone di locazione senza pesare nell’immediato sulle casse pubbliche. 

Si tratta di spalmare l’intervento pubblico su 4 anni rinunciando a imposte che ancora devono ancora diventare esigibili. Nonché ai redditi delle aziende operanti nel settore immobiliare, della durata di 4 anni, reintegrerebbe totalmente le perdite subite dai locatori che accettano di dimezzare il canone di locazione senza pesare nell’immediato sulle casse pubbliche. 

Si tratta di spalmare l’intervento pubblico su 4 anni rinunciando a crediti che ancora devono maturare. 

Di seguito la tabella riepiloga l’incentivo fiscale derivante per il locatore che accetta la riduzione del canone al 50% per 18 mesi:

Crediamo che questo punto si inserisca perfettamente nell’ intervento a supporto dei comuni da Voi auspicato. Confidiamo nel supporto che vorrà dare a questa proposta promuovendola presso il Governo centrale. 

Richieste a livello comunale

Egregio Sindaco Nardella, Come ha sottolineato Lei, il difficile periodo che abbiamo davanti perdurerà molto di più della emergenza epidemiologica, e l’unico modo che abbiamo per superarlo è essere uniti nelle richieste al governo e nella gestione efficiente della città. È sicuramente essenziale un intervento a supporto dei comuni strutturato nei 4 punti da Lei evidenziati. Nell’attuale assenza di informazioni concrete , riguardo alla liquidità che verrà erogata, proponiamo di andare a redistribuire i costi della nostra comunità in maniera efficace.

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