Il debutto letterario di Manhattan Jordan: la signora Flora e la morte
“Soglia, Rancore e Bicarbonato è un noir satirico, dove la burocrazia incontra l’assurdo e ogni passo può diventare una soglia. Dove alcune pratiche non dovrebbero essere aperte”. Giovedì 11 ore 19:00, presso Periodico in piazza edison, la presentazione.
Il Volume di Piazza Santo Spirito è tra i pochi locali rimasti che segnano il ricordo di chi il quartiere lo vive e l’ha vissuto. Chi siede a quei tavoli conosce Neri, punto di riferimento di una certa movida intellettuale e notturna che produce mostri anche belli. Sotto lo pseudonimo esotico di Manhattan Jordan, Neri si è sdoppiato: prima agitatore underground, poi corpo – non del tutto – estraneo, che sale sul palco ad aprire i monologhi feroci de Lo Sgargabonzi. Non è un caso che i due mondi si incrocino: c’è la stessa attrazione per l’assurdo, lo stesso rifiuto della battuta consolatoria.
L’espediente narrativo del romanzo fa sì che il libro proceda per inciampi: il protagonista è impiegato al Ministero della Morte, deve consegnarla, sgradita e inesorabile, alla Signora Flora, personaggio mitologico, uno dei tanti che ha nutrito Santo Spirito del suo valore epico, tragico e fiabesco. L’incarico è assunto, ma è pressoché impossibile da portare a termine: nonostante la vetusta età, Flora si sposta di bar in bar, impellicciata e umorale, ed è in questo serpeggiare che si dipana tutta una dimensione, quella del quartiere: Santo Spirito “prima del cool”. E così Neri ci racconta della sua vita.

Soglia, rancore e bicarbonato – La signora Flora e la Morte – è uno di quei romanzi che usano il paradosso e l’assurdo non per semplice provocazione, ma per mettere in crisi l’idea stessa di ordine del mondo. Dietro la superficie comica e surreale, il romanzo restituisce una riflessione sul tempo e il modo in cui gli esseri umani convivono, anche con la paura della morte. Firenze (Santo Spirito) non è uno sfondo casuale: il quartiere appare freddo, la città burocratica, brulicante di turisti, quasi soffocante …“La piazza è un corridoio di pietra dove ogni passo sembra già stato fatto da qualcuno più stanco di me..”. È l’opposto del cielo luminoso e spirituale della tradizione religiosa a cui tutti si affidano al momento dell’ora X.
In questo attraversare l’Oltrarno, oltre a Flora, ci si imbatte in una indimenticata umanoteca fatta di persone e luoghi: il Chicco di Caffè, quando ancora significava la Lola, Maurizio, e poi Paolo, Doriano, il piccolo grande Gordon (cane meticcio taglia Jack Russell), il Caffè Bianchi, Simone, un vigoroso Giacomo Laser… C’è anche l’amore in questo romanzo, c’è Alì in vesti del tutto inedite, c’è alternanza di comicità grottesca e malinconia poetica. E c’è Manhattan Jordan, opportunamente introdotto nella prefazione del romanzo, a firma di Alessandro Gori, aka Lo Sgargabonzi.

La lettura, divisa per capitoli titolati, procede per giorni e incontri, costantemente interrotta dalle notifiche del cellulare che ricordano il dovuto compito ministeriale. Nel frattempo, ogni tappa e ogni volto affezionano il protagonista, che muta inconsapevolmente a seconda di chi si trova ad affrontare. Il suo sguardo resta sempre affilato, sostenuto da una scrittura ricca di descrizioni e sguardi non banali su tutta la realtà circostante. Sarà proprio la sua determinazione a portarlo quasi al termine di un incarico in cui ha rincorso Flora per tutto il tempo, trasformando la narrazione in un paradossale romanzo sul rincorrere la morte da vivi. Un percorso che conduce a un finale inatteso e spiazzante, in cui Flora si conferma imprendibile.
L’immagine di copertina è di Anna Merlotti, artista che indaga il mondo dell’infanzia secondo una estetica della memoria, tra familiarità e disorientamento.
Il romanzo sarà presentato il prossimo 11 giugno ore 19:00 al Periodico 11.11 con notevoli ospiti, ricchi premi e cotillon.
L’evento sarà una combo micidiale in cui Manhattan Jordan e Alessandro Gori presenteranno i rispettivi libri, fondendo le loro pagine in un unico spettacolo dal vivo. Non perdetelo!